Mentre lui pensava di averle fatto un tiro mancino, nello stesso tempo quella vipera ne stava facendo uno a lui.
Aveva provato a telefonare immediatamente dopo i messaggi ma il telefono era stato già spento. Certo se la donna avesse risposto non sarebbe stato per nulla inglese ed educato, ma sarebbe uscita tutta la sua rabbia latina. In effetti in questo momento sentiva il sangue bruciargli nelle vene.
Thomas lo stava chiamando per la cena, e si decise a raggiungere la sala da pranzo dove lo stavano aspettando lui e la moglie Margareth che pretendeva di fargli da tutrice. Era una persone dolce e squisita, ma non aveva ancora capito come prendere Ethan. Thomas aveva cercato di dissuaderla più volte, ma quando una donna si mette in testa una cosa è praticamente impossibile farle cambiare idea.
Mentre Ethan ripensava ai messaggi la rabbia si trasformò in un sentimento strano, un misto di divertimento e stima, e un sorriso gli si dipinse sul viso.
“Che succede Ethan?” gli chiese Thomas.
“Nulla, una cosa divertente, ogni tanto è bello trovare qualcuno a cui provare tenere testa, se poi è una donna … “
“Adesso capisco tutto … “ rispose sornione Thomas
“No no, ti spiego …” e gli racconto tutto del cellulare fino a qualche minuto prima.
Intanto a Milano, Rick, disteso a dorso nudo sul suo letto sorretto da un pila di cuscini, ripensava alla sorridendo alla telefonata con Ethan. Sapeva essere lontano e vicino nello stesso tempo. Lui si era fatto male ed Ethan era sparito, ma appena ricomparso aveva preso la situazione in mano e affrontata con la solita rapidità ed efficienza. Conosceva di fama il Dott. Meads, lo avrebbe rimesso in piedi in quindici giorni.
La cosa che più gli dispiaceva era non essere riuscito a passare da Gianni per l’aperitivo in questi giorni, era sempre pieno di gente interessante, di donne interessanti, e poi ultimamente aveva notato una peperina bionda un po’ strana, che inciampava ovunque e continuava a fare gaffe.
Lui l’aveva osservata per un po’, poi aveva iniziato a notare che anche lei lo stava osservando, ma non aveva ancora deciso cosa fare con lei.
Mentre era perso in questi pensieri con la classica faccia da ebete che ha un uomo quando sta sognando di fare il grande conquistatore entra nella stanza Donatella con due calici di Piper ghiacciati e il secchiello con la bottiglia nell’altro.
“Mentre io penso a coccolare e nutrire il mio cavaliere ferito … lui a chi o cosa sta pensando?”
Sorpreso come un bimbo beccato con le dita nel vaso di marmellata Rick cerco la frottola più plausibile.
“Ripensavo alla chiacchierata con Ethan e a quello che vuole fare per intercettare la tipa che ha ritrovato il suo cellulare – e poi guardandola con aria di complicità – Credo che Ethan ne stia per combinare una delle sue, mi spiace solo non essere con lui …” e mentre finiva la frase prendeva il calice dalle mani di Donatella.
“Ah … così preferiresti essere con lui invece che con me …?” fu la pronta risposta di Donatella.
O le donne non riescono a capire la complicità che si instaura tra due uomini amici, o gli uomini, non hanno ancora capito che non bisogna mai confrontare il proprio amico con la propria donna.
Rick capì immediatamente di essersi infilato in un roveto.
“Beh … dai … sai cosa intendevo …”
Donatella appoggia il secchiello sul comodino di fianco a Rick, beve un piccolissimo sorso di champagne, poi inclina il bicchiere lasciandone colare un po’ sul petto di Rick. La sorpresa di Rick è palese. Soddisfatta, con una luce negli occhi che non lascia spazio a fraintendimenti, Donatella avvicina il proprio viso al petto, e inizia a leccare lo champagne dal corpo del suo cavaliere.
Mentre continua a versare piccole dosi di nettare sul corpo di Rick, con l’abilità di una borsettatrice gli sfila i boxer, preparandosi a un aperitivo molto più sostanzioso.
Lascia colare lo colare un po’ di champagne sul suo membro e quando inizia a leccarlo Rick è già in viaggio e ha quasi raggiunto la quota massima di volo.
Leccato e succhiato fino a fargli raggiungere la consistenza da lei conosciuta e tanto apprezzata, raccoglie il bicchiere, riempie la bocca di una dose abbondante di vino e, guardando negli occhi Rick, si avvicina lentamente alla sua cappella. Il membro scivola dentro la sua bocca dove il freddo liquido, contrasta con il caldo della sua lingua, provocando sulla carne del suo uomo brividi ed emozioni che non riesce a trattenere, iniziando a gemere ed aggrapparsi alle lenzuola.
Donatella non si ferma, anzi accelera.
Come resistere a quella bocca, quelle bollicine. Rick aggiunge il proprio liquido a quello che lei aveva già in bocca.
Donatella deglutisce tutto, accompagnando gemiti che sembrano dimostrare che abbia apprezzato il cocktail, poi mentre lecca e ripulisce il fallo di Rick, commenta
“Mi aveva detto Silvia che era una prelibatezza ma io non volevo crederle – sempre senza smettere di leccare – tu cosa ne pensi?”
Rick pensava solo che nonostante il dolore al ginocchio, sperava che questo fosse solo l’aperitivo di una lunga “cena”
Era stata una cena squisita. Stranamente Margareth era riuscita ad evitare i soliti argomenti, e le libagioni erano state ottime.
Ora Ethan e Thomas erano sotto il portico, dopo avere fatto un giro nel parco per visionare tutti i lavori necessari di cui avevano parlato durante la cena, fumando in compagnia della solita bottiglia di Lagavullin.
“Siamo d’accordo allora, entro domani faccio accreditare centomila sterline sul conto che è a tua disposizione. Inizia dai lavori che ritieni più urgenti, come il solito hai carta bianca.”
Thomas continuava a guardare in direzione del parco senza fiatare. Sapeva che qualunque lavoro gli avesse esposto Ethan non avrebbe osato contestarglielo, entrambi amavano quella residenza, anche se per motivi diversi.
Thomas aveva notato che troppo spesso, negli ultimi tempi, Ethan arrivava a Linligthgow in quelle condizioni, e per quanto potesse capire il suo dolore, sapeva che doveva trovare un modo per aiutare Ethan a superarlo. L’unico problema era riuscire a oltrepassare indenne tutte le difese di Ethan.
“Come stai ?”
“Bene, perché? Ti sembro malato ?”
“Ethan, sai bene quando ti chiedo come stai cosa intendo, non prendiamoci in giro quando siamo io e te, ci conosciamo da troppo tempo.”
Toccava ad Ethan ora stare zitto, mentre cercava le parole giuste in un sorso di wisky.
“Alcuni giorni bene, altro giorni male. Sai bene che nei giorni che sto peggio sono qui. Lilingthgow e tu mi aiutate a trovare il mio equilibrio. Solo probabilmente impazzirei.”
Thomas non aveva il coraggio di aggiungere altro.
“Vado a letto, non ho più le forze per fare l’alba con te chiacchierando, ma se hai bisogno di me sai sempre dove trovarmi – gli disse appoggiandogli una mano sulla spalle – E ricordati che questa – mentre tappava la bottiglia – è una cattiva consigliera nei momenti di tristezza.”
Ethan rimase a fissare il lago mentre i passi di Thomas si allontanavano. Finì lentamente la sigaretta. Poi salì in camera e da li nella sua ‘sala operativa’.
In qualche modo doveva pur riuscire a incastrare la persona che si era impossessata del suo cellulare.
Provò a fare per l’ennesima volta il numero. Spento. La rabbia era tale che stava per scagliare il proprio telefono contro il muro, poi l’idea!