DAGO HERON

Taxi – capitolo 6

Quando Ethan si girò verso il computer aveva le idee più chiare. Non riusciva a capire perché il pensiero di Francesca in quel luogo diventava meno pesante.

I computer erano sempre accesi, pronti per l’uso. Si girò verso quello di sinistra e selezionò una sequenza di brani programmata da tempo impostando l’ordine casuale. Il suono del flauto dei Jetro Tull si diffuse dagli altoparlanti ai quattro angoli della stanza.

Poi si giro verso sinistra cliccando sull’icona che gli permetteva di collegarsi al server degli uffici di Milano. Prima il dovere poi il piacere, doveva controllare che tutto stesse filando liscio.

 

Dopo un ora passata a leggere codifiche incomprensibili per molti e a lanciare messaggi e ordini nel sistema di comunicazione interna della ESW, ritenne che anche per oggi poteva bastare. Accese l’ennesima sigaretta mentre apriva il programma di posta sul quale gestiva le caselle di posta personali.

L’elenco di email di Rick gli fecero capire che era il caso di chiamarlo, anche perché lo aveva abbandonato con le stampelle e non si era fatto più sentire. Compose il numero dal computer in modo da poter parlare con le mani libere.

“Pronto … ”

“Ciao uomo, come stai … ”

“Ethan, vaffanculo, dove sei finito ??? E’ da ieri che ti cerco?”

“Scusami, hai ragione, sono imperdonabile, ethanite. Lo sai che quando mi prende non capisco più nulla. Sono a Lilingthgow. Dimmi del tuo ginocchio.”

“Il mio ginocchio ce lo siamo giocati! Questa mattina mi hanno operato il menisco. Settimana prossima ho il legamento. Mi aspettano due mesi del cavolo, stampelle, gabbia … ”

“Rick … ”

“Dimmi”

Intanto che parlava stava digitando al computer qualcosa.

“Calmati! Sto inviando un messaggio a Roberta – la segretaria personale e factotum di Ethan – entro domani mattina avrà la risposta da Nick Meads, é il miglior chirurgo sportivo che conosca. O vola lui da te o voli tu da lui. Non ho nessuna intenzione di avere un amico zoppo e fuori uso per due mesi.”

“Ethan …”

“Su queste cose non accetto discussioni! Ginocchio a parte come stai ?”

“Lo sai come sto a stare rinchiuso tra quattro mura, meno male che cé Donatella. Anzi, in certi momenti penso che sia felice che mi sia successo … finalmente puro provare a farmi capire che ho bisogno di lei … tu come stai?”

Silenzio. Poi come se non fosse successo nulla in quei pochi secondi rispose.

“Meglio, lo sai che quando sono qui sto meglio …”

“A proposito, hai perso il tuo telefonino …”

“Si lo so, non dirmi che me lo hai già ritrovato?”

“Più o meno … insomma mentre ti cercavo tra i mille numeri che facevo ho fatto anche quello non so quante volte fino a che qualcuno ha risposto …”

“Che culo, io ci avrò provato almeno una ventina di volte ma è sempre spento, puoi mandare qualcuno a farlo ritirare o avviso Roberta ?”

“Ethan … veramente so solo che si chiama Angela e che è di Milano, non le ho chiesto altro … le ho detto che l’avresti chiamata tu …”

“Ah …. Ma quanti antidolorifici ti hanno dato ???”

“Ethan …”

“Scusa, allora ti ha detto Angela e che abita a Milano ?”

“Veramente … ha detto che lo ha trovato a Milano … e io ho pensato che fosse di Milano.”

“Ho capito, mi conviene bloccare la SIM – improvvisamente silenzio – Rick, te la ricordi la voce ?”

“S-s-s-i …”

“Come ti sembrava, una ragazzina?”

“No no, per nulla, una voce molto gradevole e … parlava anche un buon inglese. Cosa stai pensando ?”

“Ti ricordi il giochino che ci ha insegnato il nostro amico hacker Roland ?”

“Noooooo …” commento scoppiando a ridere.

“Si si, lei ha il mio telefono e la mia SIM, e almeno fino a ieri sera non si è disfatta della SIM. Magari si mette a fare qualche telefonata, se faccio la deviazione di chiamata uscente come mi ha insegnato Roland deviando le chiamate sul mio numero, la nostra amica sarà costretta a parlarmi. Se non dovesse funzionare, blocco la SIM.”

“Hey, mi piace quando parli cosi, vuol dire che stai veramente meglio. Tienimi aggiornato, voglio sapere cosa combini.”

“Tranquillo uomo e … scusami ancora, anche per prima”

“Ethan, se non sapessi come sei fatto, come potrei esserti rimasto amico per vent’anni ?”

“Grazie Rick, ci vediamo presto”

 

Chiusa la comunicazione connesse nuovamente il computer al server aziendale. Da li, con i potenti strumenti che aveva a disposizione si infiltrò nella rete informatica del proprio gestore. Dopo pochi minuti in cui era cosi concentrato da sembrare che da un momento all’altro il video lo risucchiasse, sorridendo si rilasso abbandonandosi contro la sedia.

“Adesso vediamo cosa combini bella mia …”

La mano corse al pacchetto di sigarette estraendo l’ultima sigaretta, e mentre la accendeva una serie di bip segnalavano l’arrivo di sms sul Nokia.

La faccia di Ethan quando guardò il primo non era quella di uno che si stava divertendo.

“Questa me la paghi!”