Il sole, il mare e soprattutto Elena, cosa poteva desiderare di più ?? Si sentiva l’uomo più felice della terra, ed Elena sembrava una fonte inesauribile di felicità.
La stava guardando uscire dall’acqua, il suo corpo perfetto esaltato dal ridotto bikini azzurro, la pelle liscia ed abbronzata sulla quale le gocce di acqua scivolano come carezze.
Lentamente lei si stava avvicinando. Il sole alle sue spalle la trasformava in un’ombra. Elena si sdraiò sopra di lui. “Vieni a fare il bagno con me ? L’acqua è bellissima.” Ma lui non aveva voglia, voleva restare pigramente a crogiolarsi al sole. Elena lo studiò, oramai conosceva le sue pigrizie e sapeva anche come punzecchiarlo. Si assestò sul suo corpo, raccogliendo le gambe lungo i suoi fianchi, facendo che i loro sessi si toccassero attraverso i costumi. Si slaccio il reggiseno e se lo sfilò, appoggio i suoi seni, con i capezzoli inturgiditi dall’acqua, con studiata lentezza sul petto di suo petto. Gli accarezzò il viso e gli sussurrò “Pigrone, prima di appoggiare le sue labbra su quelle di lui.. Gli schiuse le labbra con la lingua e si insinuò nella sua bocca alla ricerca della sua lingua. Il bacio dolce e carico di passionalità diede i suoi effetti. Elena se ne accorse dalla pressione che sentiva sull’inguine, allora ripetè “Vieni a fare il bagno con me!!” Questa volta non era una domanda, anche se il tono di voce era calmo e sensuale.
Mentre Elena correva, in topless, verso l’acqua, si tuffava e nuotava verso il largo, Dago si guardò attorno. Era ora di pranzo e la spiaggia era quasi vuota, sotto il sole cocente delle 2 di pomeriggio erano in pochi pazzi a restare.
Dago si alzò pigramente, quasi lo facesse per fare un piacere, controllò ancora una volta la situazione attorno a lui e poi parti di corsa verso la battigia, si tuffò e, nuotando sott’acqua, raggiunse Elena, che si stava girando per controllare lui cosa stesse facendo, tirandola sott’acqua. Presa alla sprovvista in un primo momento si spaventò, ma poi trovandosi tra le sue braccia, labbra contro labbra, mentre l’acqua li spingeva in superficie, si tranquillizzò. Senza separarsi cercarono di riprendere fiato tra un bacio e l’altro. Elena gli disse “Perché ho sempre voglia di fare l’amore con te ?? Ho paura di esser malata.” “Forse – le rispose Dago – è meglio che iniziamo la cura.” Si lasciò scivolare sott’acqua aggrappandosi al suo slip e, mentre risaliva, lasciò che tutto il fiato che aveva in corpo si trasformasse in bollicine che accarezzavano il suo sesso. Riemerse con gli slip di Elena utilizzati a mo’ di cuffia, quando lei lo vide scoppiò a ridere e, avvinghiandosi a lui con gambe e braccia gli disse “Tu sei pazzo!!”
Abilmente gli calò i boxer, e guidò il suo con la sua mano il membro di Dago dentro di lei. Ogni volta che Elena si muoveva su di lui affondava leggermente nell’acqua e nello stesso tempo affondava nelle spire del piacere. Con le braccia tentava di nuotare verso un punto dove poteva appoggiare i piedi. Finalmente, dopo un po’, trovo una secca. Potendo puntare i piedi afferrò Elena per i glutei aiutandola a muoversi. Non lo avevano mai fatto così, quasi in pubblico, in mezzo a un sacco di gente. Ma nessuno dei due in quel momento stava pensando agli altri, loro erano nel loro universo, solo loro due, i loro corpi, le loro mani, le loro labbra, fuse in una sola entità.
Dago avrebbe voluto poter cambiare mille posizioni, tanto Elena lo aveva eccitato, ma il luogo non lo permetteva e soprattutto i movimenti e il ritmo che Elena teneva lo stavano portando a un livello di piacere unico. Quando lei iniziò a mugolare lui sentì fremere le sue reni. Durante l’orgasmo mancava poco che annegassero, ma lui continuava a tenerla stretta a se mentre lei era avvinghiata a lui in una stretta degna della Dea Kalì.
Dago era allo stremo delle forze, Elena non avrebbe voluto staccarsi da lui ma si rendeva conto della situazione. Si ricomposero e nuotarono vicini silenziosamente fino a riva. Mano nella mano raggiunsero l’asciugamano e abbracciati si distesero al sole.
Qualcuno li osservava con sguardo furbetto ma loro non ci facevano caso.
Dago cotto dalla stanchezza si addormentò, Elena si appoggiò al suo petto e si appisolò.
Dopo un po’ Dago si svegliò, qualcuno gli sussurrava nell’orecchio “Ho voglia di te!” Lentamente riemerse dal mondo dei sogni, rendendosi conto che quella voce non era un sogno, era Elena. La guardò sbalordito. La osservò per qualche istante e disse, “Forse sei davvero malata” ridendo. Elena prese quell’espressione da bimba imbronciata che a lui piaceva molto. La abbracciò e le sussurrò “Anche io ho voglia di te! Ho voglia di farti tutto quello che prima non ho potuto!” Elena pensando a tutto quello che Dago poteva avere per la mente lo baciò passionalmente. “Andiamo allora”. Elena si alzò e fissava Dago mentre si allacciava il reggiseno. Lui la guardava perplesso, non capiva cosa avesse in mente “Dove?” le chiese, “Vieni con me” fu la risposta di Elena che iniziò a risalire la spiaggia. Dago la seguiva a qualche passo di distante mentre con una parte della mente cercava di capire dove volesse andare e con l’altra distratto dal corpo di Elena che si muoveva davanti a lui. La vide entrare nello spogliatoio. Lui entro, si richiuse la porta alle spalle e, vedendola seduta sulla panca, si inginocchio tra le sue gambe. La baciò, mentre le sue mani frenetiche incominciavano a slacciarle il reggiseno. Subito concentrò l’attenzione delle sue mani e della sua bocca sui seni. Il suo sapore, misto al sapore del sale del mare era ancora più eccitante. Elena appoggiò la testa alla parete e si lascio trasportare dal piacere. Dago non trascurò un solo millimetro dei suoi seni, e non li abbandonò fino a quando i capezzoli, gonfi e duri di piacere, al solo sfiorarli, la facevano gemere.
Allora le sfilo gli slip, scivolò verso il suo sesso strusciando tutto il suo corpo su di lei. Quando il suo viso si trovò all’altezza del suo sesso restò a rimirarlo per qualche istante. Poi strusciò tutto il suo viso sopra. Elena fremeva. Non vedeva l’ora che lui iniziasse a leccarla, lui invece voleva alzare ancora il livello della sua eccitazione. Così incominciò ad accarezzarla mentre le baciava l’interno delle cosce, Con le dita le accarezzava e stimolava ogni punto esterno del suo sesso, poi, lentamente, lascio scivolare le dita dentro di lei. Elena mormorava “Ti prego … ti prego … ” allora lui allargo ancora di più le sue gambe e cominciò a leccarla, ora piano e delicatamente, ora veloce e con forza, ora concentrandosi sul clitoride, ora facendo muovere la sua lingua dentro di lei, ora concentrandosi solo in un punto, poi leccandola tutta.
Elena fu travolta dall’orgasmo, era in balia di Dago e delle sensazioni che le dava.
Dago la mise in piedi e la girò verso il muro. Le accarezzo le natiche e poi mentre le allargava, la sua lingua ricominciò ad accarezzarle il sesso, esplorarla, eccitarla. Lei con una mano si accarezzava i seni gonfi di piacere, mentre mormorava “Ti voglio dentro di me … ti voglio ..”
Dago la prese così. Era talmente eccitato che la penetro con decisione, quasi con violenza. Elena si morse le labbra. Lascio scivolare la mano dai seni, dove le mani di Dago la stavano accarezzando, fino al suo sesso, dove sentire il sesso di Dago che la penetrava le aumentò l’eccitazione esponenzialmente. Non era possibile che stesse per godere ancora, pensò, ma la sua mano non resistette dall’accarezzarsi il clitoride. Le sensazioni e le stimolazione le arrivavano da tutte le parti, e in pochi istanti fu un orgasmo forte e travolgente.
Adesso voleva assolutamente fare godere Dago. Sgusciò dalla sua morsa e si inginocchio davanti a lui. Il suo membro eretto era ricoperto del suo nettare, incominciò a succhiarlo avidamente, gustando golosamente la mistura di sapori e umori. Poi sentendo che era al limite lo fece sedere sulla panca. Gli si mise sopra a cavalcioni, puntando i piedi sulla panca e le mani sulle ginocchia di lui, inarcò la schiena indietro e cominciò a muoversi. Sentì di nuovo il piacere crescere in lei anche per quanto si rendeva conto del piacere che stava dando a Dago. Più sentiva Dago ansimare, più lei aumentava il ritmo e l’intensità dei colpi, così quando senti il calore del piacere di lui che la riempiva, proruppe in un ulteriore orgasmo. Gli si aggrappò al collo piangendo di piacere, stringendo i muscoli del suo sesso come per non permettergli più di uscire da lei.
Quando uscirono il sole li abbagliò, e non si accorsero degli sguardi maliziosi che li seguivano.
Ognuno dei due stava già pensando alla prossima volta che avrebbero fatto l’amore..