Un sogno, a Dago sembrava un sogno. Quando con uno sforzo sovrumano apri gli occhi e vide Elena ancora al suo fianco si rese realmente conto che non era un sogno e riassaporò con la mente quello che era successo prima di addormentarsi.
Certo non si aspettava che Elena gli aprisse la porta con quella mise. Ci mancava poco che gli prendesse un infarto. Ma si era trattato solo di un attimo. Poi il desiderio aveva preso il sopravvento.
Ora erano li. Avevano sognato un momento come quello da tanto tempo. Soli, senza essere obbligati a guardare l’orologio.
Ora lei era li tra le sue braccia, il viso appoggiato sul suo petto. I loro corpi avvinghiati sotto il lenzuolo, sentiva il suo calore, le sue forme e la sua eccitazione crescere man mano che si rendeva conto della situazione in cui si trovavano.
Lentamente alzò il lenzuolo e scoprì i loro corpi. Lei sembrava perfetta. La sua pelle liscia, ancora abbronzata. Non riuscì più a stare fermo. Lentamente e delicatamente cominciò ad accarezzarne il corpo. Il contatto tra la sua mano e la pelle di Elena aumentò ancora di più la sua eccitazione.
Scivolò allora sotto il suo corpo lentamente, per non svegliarla, e mentre scivolava iniziò a baciarla.
La fronte … il viso … il collo … e si fermò solo quando la sua bocca raggiunse l’altezza dei suoi seni. Delicatamente cominciò a baciarli e accarezzarli. Un brivido percorse il corpo di Elena. Dago aumentò allora la passione dei suoi baci. Le sua mani iniziarono a impossessarsi maggiormente dei suoi seni. La sua lingua cominciò ad accarezzare i suoi capezzoli. Un brivido più forte percorse il corpo di Elena che spalancò gli occhi. “Cosa stai combinando??” gli disse cercandolo con le mani e provando a farlo tornare su. Dago si lascio trascinare. I loro occhi si incontrarono. Quelli di Elena ancora leggermente assonnati e con un velo di piacere malcelato, quelli di Dago accesi dalla passione. “Ho voglia di fare l’amore con te !!” le disse prima di baciarla. Le labbra di Elena dopo un istante di esitazione si schiusero alle pressioni della lingua di Dago. I loro corpi su fusero in un abbraccio forte, i loro corpi ancora più a contatto si accesero, Elena al sentire il sesso di Dago, duro, contro il suo addome, si eccitò. Appena Dago allentò l’abbraccio lei lasciò insinuare una mano tra i loro corpi e se ne impossesso. Lo impugnò stringendolo, quasi per gustarne e valutarne il turgore, poi, lentamente, inizio a lasciare muovere la sua mano. Adesso era il momento di Dago di essere scosso dai brividi. Poi lei lentamente allontanò il suo viso da quello di lui, e, leccandosi le labbra gli disse “Oggi pomeriggio nella doccia hai fatto di me quello che volevi, senza che potessi ricambiarti il piacere, adesso è venuto il momento di saldare i conti.”
Appoggio le labbra sul suo petto e inizio a leccarlo scivolando verso il suo sesso. Dago non impazziva aspettando il momento che la sua lingua, la sua bocca si impossessassero del suo sesso. Lei invece continuava a muovere la mano e a scendere lentamente, soffermandosi a seguire la forma dei suoi muscoli con la lingua. Poi finalmente il contatto. Mentre la mano scopriva completamente il glande, le incominciò a leccarglielo e a girargli attorno. Dago gemeva e si aggrappava al lenzuolo per contenere il desiderio che le sue la mani guidassero dove voleva lui. Voleva ascoltare e godere quello che le voleva fargli.
“Guardami!” la senti sussurrare. Lui alzando la testa la guardò passarsi il membro su tutto il viso, sulle labbra e lentamente, quasi fosse una tortura, farlo scomparire nella sua bocca. Dago si inarcò dal piacere sentendo il suo sesso scomparire nella sua bocca calda e accogliente, mentre le sue labbra gli massaggiavano l’asta e la lingua gli titillava il glande. Un gemito gli uscì dalla bocca, e un pensiero prese corpo nella sua mente: doveva dare piacere anche a lei, assolutamente.
Allora mentre Elena era concentrata sul suo sesso velocemente si lascio scivolare sul letto posizionandosi sotto di lei. Elena tento qualche lieve resistenza, ma in fin dei conti non era assolutamente dispiaciuta di quello che Dago voleva fare.
Lui sdraiato sotto di lei resto per qualche istante a guardare il suo sesso. Poi appoggiò una mano sopra e lentamente incominciò ad accarezzarla. Elena era già bagnata, ma il contatto della sua mano aumentò ancora di più la produzione del suo umore, proprio come Dago voleva. Allora con le dita allargo le labbra e passò la lingua sul sesso di Elena, per assaporarne ogni goccia. Lei strinse le labbra in uno spasmo di piacere sul sesso di Dago.
Iniziò a leccarla appassionatamente, facendo in modo che la sua lingua esplorasse, toccasse ogni recondito punto del suo sesso. Elena era sempre più bagnata, il suo nettare colava lungo il viso di Dago, e man mano che la sua eccitazione cresceva, aumentava anche la foga con cui la sua bocca e la sua lingua si muovevano sul sesso di Dago.
Lui gemendo, con un filo di voce, le disse: ” Ti prego, se continui così vengo … voglio fare l’amore con te.”
Elena non rispose. Rallentò il suo movimento fino a fermarsi con tutto il sesso in bocca. Dago era paralizzato dal piacere. Lei si muoveva impercettibilmente, quanto bastava a riempire il corpo del suo uomo di scosse di piacere. Poi stringendo forte con le labbra e succhiando con avidità, risalì lungo l’asta lasciando che le uscisse dalla bocca. Con la lingua incominciò a leccarlo tutto con la stessa golosità che una bambina lecca un gelato. Leccava il glande, poi scivolava lungo l’asta, fino a stuzzicare i testicoli, per poi risalire fino al glande. Ripeté questo gioco più volte prima di lasciarlo entrare nuovamente nella sua bocca e ricominciare a succhiarlo.
Dago, riprendendosi dall’estasi, ricominciò a prendersi cura di Elena. Appoggiò le sue mani sulla schiena e le lasciò scivolare fino alle sue natiche, alle quali si aggrappò, strizzandole, mentre affondava il suo viso e la sua lingua nel suo sesso. Elena mugolò fermandosi un istante. Dago giocava ad allargare e stringere le sue natiche per aumentarle il piacere, e così facendo, inavvertitamente, sfiorò con un dito il suo ano. Elena fu scossa da un brivido. Allora lui lascio che la sua mano scivolasse fino al suo sesso, la lingua concentrò i suoi movimenti sul clitoride, stuzzicandolo velocemente con la punta, mentre le sue dita entravano in lei. Lasciò scivolare le dita avanti e indietro per un po’, poi le fece risalire lungo il solco delle natiche, mentre la sua lingua si rimpossessava del sesso, iniziando con un dito a massaggiare, accarezzare, sfiorare il bordo dell’ano.
Lui si sentiva oramai al vertice del piacere e voleva dare la stessa intensità di sensazioni a lei. Lentamente, senza troppa irruenza, puntò il dito nell’ano, mentre affondava la lingua dentro di lei. Sentì di nuovo il corpo di Elena riempirsi di brividi. Delicatamente si schiuse alla pressione lasciando entrare un po’ del dito. Dago aspettò un attimo prima di proseguire la penetrazione, rallentando anche il ritmo della lingua. Poi spinse ancora, lentamente, lasciando che il dito affondasse in lei. Elena si fermo con tutto il suo sesso in bocca mugolando. Lui inizio a muovere il dito, cercando di capire la reazione in Elena, che ricominciò a muoversi sul suo sesso con ancora più foga. Dago non ancora soddisfatto lasciò scivolare un dito anche nel suo sesso, accelerando i movimenti della sua lingua sul clitoride, leccandolo, succhiandolo, massaggiandolo con le sue labbra e cercando di inventare nuovi movimenti per lei. Non riusciva più a trattenersi e glielo disse. Dago esplose con un urlo di piacere soffocato dal sesso di Elena sempre più premuto sul suo viso. Nell’attimo in cui la bocca di Elena si riempì del caldo piacere di lui, le si scatenò un orgasmo stravolgente. Il suo corpo era scosso da fremiti, le gambe si strinsero attorno alla testa di Dago spasmodicamente, continuando a muovere il suo sesso sul viso di lui.
I due corpi giacevano ora inerti l’uno sull’altro. Dago stravolto con il viso ancora sotto il sesso di Elena, proseguiva la sua estasi avvolto dal profumo e dal sapore del suo piacere. Elena con il viso appoggiato sull’inguine di lui, il membro appoggiato sul viso, tenuto ancora tra le mani.
Improvvisamente senti che ricominciava a crescere tra le sue mani e la lingua di Dago che ricominciava a leccarla. Si rigirò sdraiandosi su di lui, guardandolo in viso, accarezzandolo, sussurrandogli : ” Sei insaziabile … ”
Lui la prese tra le braccia e la girò sotto di lui. Senza parlare entro dolcemente dentro di lei, le prese le mani e le inchiodò al materasso con il suo peso ed iniziò a muoversi. Elena chiuse gli occhi per la paura di essere travolta immediatamente da un altro da un orgasmo. Poi lo avvinghiò con le gambe cercando di assecondarlo nei movimenti. Lui cercava di essere imprevedibile nel ritmo nella direzione e nell’intensità delle spinte, ma fare l’amore con lei era esageratamente piacevole e presto i loro ritmi si unirono e accelerarono. Elena implorava Dago di liberale le mani. Quando lo fece fu solo per infilare le sue braccia sotto le sue gambe, spingendole verso di lei, in modo da poterla penetrare ancora più profondamente. Lei appoggiò le sue mani sulle natiche per guidarlo nelle spinte e quando l’orgasmo li travolse, lei, dal piacere, gli conficcò le unghie nella carne.
Il sangue pulsava nelle loro vene, nei loro corpi, nelle loro orecchie. Dago scivolo fuori da lei e si distese al suo fianco. Mano nella mano, ognuno cercava di recuperare le forze come poteva.
Forse uno dei due già stava pensando a una nuovo “battaglia”.
O forse tutti e due.
dago