DAGO HERON

Rapporto di storie – capitolo 11

Ci sono dei momenti in cui gli impegni ci dominano. Trascuriamo tutto e tutti fino a quando non succede un evento particolare. Fino a quel momento ci lasciamo trasportare come da un fiume in piena.

Inoke doveva dare un esame molto importante. Passava tutto il tempo tra università e gruppi di studio e alla sera arrivava a casa stanca. La mente piena di nozioni. Il cuore pieno di preoccupazione per l’esame. Spesso si addormentava sul divano tra le braccia di Dago, o addirittura mangiava un boccone veloce e si buttava a letto, crollando immediatamente.

Dago dal canto suo era preso dal nuovo lavoro. Carico di responsabilità, pieno di entusiasmo, e con la voglia di mettersi in mostra usciva presto la mattina e tornava a casa tardi la sera. Il più delle volte si addormentava davanti alla televisione, sul divano, vestito. A volte riusciva a svegliarsi e arrivava nel letto come uno zombie.

Lentamente non si accorgevano di quanto si stessero trascurando. Il sesso era diventato una cosa quasi faticosa. Forse addirittura un obbligo di coppia. Non che fosse spiacevole, ma entrambi avevano troppo la testa altrove. E non era certo una necessità di sfogo fisiologico che li aveva uniti fino ad allora.

Quando Inoke diede l’esame Dago non se lo ricordò nemmeno che era il giorno fatidico. Quella mattina aveva un appuntamento importante, era uscito di fretta e furia, un bacio veloce sulla fronte ed era già fuori dalla porta. Inoke ci rimase un pochino male, avevano le loro scaramanzie, e quel giorno Dago si era dimenticato.

Inoke si preparò con il cuore pesante ad affrontare l’esame e la mente autonomamente ripensò a quell’ultimo periodo, a quanto si erano trascurati, a quanto lui l’aveva trascurata.

Erano improvvisamente le 15, l’esame era andato benissimo, più di quello che lei aveva sperato, la mente finalmente libera per un po’, e improvvisamente si accorse che non era solo Dago che aveva trascurato lei, ma che la cosa era stata reciproca. Lui non si era sentito, quindi non si era ancora ricordato dell’esame e lei aveva una gran voglia di festeggiare … e una gran voglia di fare l’amore con lui. Gli mancava il profumo e il sapore della sua pelle, le sue mani che si muovevano sul suo corpo, la sua bocca ,,,

Gli telefonò, allegra, “Ciao … come va ?” “Lascia stare, una giornataccia … “ “Che ora pensi di fare questa sera ?” “Ho un sacco di pratiche da finire per domani mattina, credo che non sarò fuori di qui prima delle otto!” “Ah … – il suo programma di una cenetta romantica era improvvisamente svanito – non riesci proprio a liberarti ?” “No … tu non studi questa sera ?” all’istante l’idea “Ma non so, non ne avevo molta voglia, sono stanca … ti faccio sapere. Ciao … un bacio” “Un bacione anche a te, Ciao”

L’idea le era balenata inaspettatamente, sarebbe andata a casa a farsi bella, un bagno rilassante, lavarsi i capelli, ungersi il corpo con la sua crema preferita, asciugarsi i capelli con quella piega che piaceva tanto a lui. Poi avrebbe aperto l’armadio scelto con cura e malizia quello che avrebbe indossato.

Tutto si svolse lentamente, ad ogni mossa, pregustava l’effetto che avrebbe fatto su di lui.

Il suo piano era semplice. Sarebbe andata nel suo ufficio. Sapeva che al massimo gli altri sarebbero usciti alle 19.00, e lui sarebbe rimasto solo fino a quando pensava di avere finito il suo lavoro.

Alle 19.15 aveva posteggiato davanti al suo ufficio. Aveva visto uscire tutti … tranne lui. Perfetto!

Oramai erano le 19.45, lentamente usci dalla macchina. Era bello sentire gli sguardi dei passanti posarsi sul suo corpo. Era la conferma che tutto quello che aveva scelto avrebbe fatto colpo su Dago.

Arrivata davanti al suo ufficio si appoggiò alla porta con la speranza che fosse aperta. Se lui fosse venuto ad aprirle la porta non era la stessa cosa.

La porta era aperta … lentamente la aprì, ma nonostante questo fece un rumore infernale. Senti la voce di Dago chiedere “Chi è ?” Inoke lasciò che la porta si richiudesse, e poi girò la chiave che era all’interno. Dal piano superiore ancora arrivo la stessa voce un po’ più scocciata “Chi è??”

Inoke lentamente salì le scale che portavano al piano superiore dove sapeva che Dago aveva la sua scrivania. Sentiva i suoi passi che si avvicinavano alle scale. Lei continuava a salire. Si incontrarono in cima alle scale. Dago sembrava senza respiro. Non si aspettava di trovarsi di fronte lei. Dago rimase senza parole. Inoke continuò ad avvicinarglisi. Lentamente. Si stava gustando l’effetto del frutto delle sue fatiche. Le sue braccia lentamente lo avvinghiarono al collo … il suo corpo lentamente aderì a quello di Dago … le labbra si unirono.

Lui la guardò con aria sorpresa “ Cosa ti succede ?”

Lei oramai era troppo sicura di se, e aveva troppo voglia di lui “Oggi ho dato l’esame e ho voglia di festeggiare decidi tu come … “

Le loro bocche si unirono in un bacio appassionante, le sue mani si mossero lungo il vestito, quel vestito che lui adorava … lungo, che fasciava il suo corpo, ma con quegli spacchi che permettevano alle sue mani di raggiungere i punti che lui adorava … tutti!

In un attimo le mani di Dago erano corse lungo il suo corpo, mentre lei aveva fatto di tutto perché il proprio corpo aderisse a quello di lui.

In un istante Dago si accorse che sotto il vestito inoke non indossava nulla. Una fiammata di passione lo pervase.

Infilò le mani negli spacchi e le accarezzò la pelle delle gambe, per poi lasciare che scivolassero fino ai suoi glutei. Li strizzo stringendola a se ancora piu forte, premendo la sua erezione contro il suo pube.

Le mani di Inoke iniziarono a spogliarlo, e man mano che slacciava la sua camicia gli baciava il petto, scivolando lentamente verso il basso, mentre le mani di Dago continuavano a toccarla e iniziavano a spoglarla. Anche se il primo pensiero fu quello di strapparle di dosso il vestito,

Dago la prese tra le braccia e la sollevo, adagiandola delicatamente sulla sua scrivania. Le sfilò le spalline del vestito e incominciò a baciarle i seni metre le mani, risalendo lungo le cosce le alzavano lentamente la gonna. In preda alla passione Dago tuffo improvvisamente il suo viso, la sua bocca sul sesso i Inoke, assaporandone i prmi umori. Poi si calmò un poco. Allargò ancora di più le sue gambe e iniziò ad accarezzarle, toccarle, massaggiarle il sesso, spostando alternativamente lo sguardo tra il viso di Inoke e il suo sesso. Lei lo guardava con gli occhi colmi di piacere, cecando di capire cosa gli passasse per la testa, quale sarebbe stata la sua prossima mossa.

Dago ricominciò a leccarla, cercando di toccare ed esplorare ogni punto del sesso di Inoke con la lingua e aiutandosi di tanto in tanto con le dita.

Le allargava le gambe e le leccava tutto il sesso, poi le spingeva leggermente verso di lei e la penetrava ripetutamente con la lingua. Poi concentrava i movimenti della lingua sul clitoride, mentre con uno o due dita la penetrava, ora lentamente, ora con forza, andando a cerare anche l famigerato punto G.

Quando alzava lo sguardo, Dago, vedeva il volto di Inoke sempre più stravolto dal piacere. Spesso la vedeva accarezzarsi i seni con le mani o stimolarsi i capezzoli con le dita.

Più la vedeva eccitata, più la desiderava.

Improvvisamente si alzò.

Guardandola dritta negli occhi si slacciò i pantaloni e li abbassò assieme agli slip. Afferrandola per le gambe la portò ancora di più sul bordo della scrivania e inizio a strofinargli il glande sul sesso. Gli accarezzava le labbraa e lo strofiava con vigore sopra il clitoride.

Inoke lo guarò. “Ti desidero … ti prego … prendimi”

Dago continuò quel gioco ancora per qualche istante. Voleva portarla al massimo dell’estasi. Poi lentamente la penetrò. Si assesto meglio tra le sue gambe e si afferrò saldamente con le mani ad esse. E incominciò a muoversi dentro di lei accelerando e aumentando la forza della spinta ogni volta.

Inoke si avvinghiò con le gambe al suo corpo. Lui sposto le sue mani dalle gambe ai seni, afferrandoli con forza e spingendo sempre più forte con i lombi. Inoke virava e gemeva sotto i suoi colpi. Mille ricordi di altri momenti di sesso con lui le pervasero la mente mentre l’orgasmo la travolgeva, portandola in un limbo di piacere che credeva di non aver mai assaporato.

Dago rallento i suoi colpi, senza smettere di muoversi dentro di lei. Inoke si rese conto che lui era ancora duro.

Raccogliendo le forze si issò verso di lui. Lo abbracciò e lo bacio con tutto il fuoco che lui aveva saputo accendere dentro di lei. E sentire ancora il suo membro duro dentro di lei manteneva ardenti i tizzoni del suo fuoco.

Lo allontanò leggermente da lei obbligandolo a uscire e scivolò giù dalla scrivania mettendosi in ginocchio. Il membro di Dago puntava dritto verso il suo viso lucicante dei loro umori, del suo piacere.

Senza toccarlo con le mani lo fece scivolare lentamente nella sua bocca. Più in fondo che potè, e lentamente, risalendo verso il glande gustò quel miscuglio di sapori che lei tanto adorava.

Mentre continuava a muovere lentamente la sua bocca e la sua lingua sul sesso di Dago, gli sfilò i pantaloni, poi, leccandolo, risalì fino alla sua bocca, mentre con le mani continuava a giocare con il suo sesso.

Avvicinandosi al suo orecchio gli sussurrò: “Ho passato un esame importante, e ho detto che voglio festeggiare …”

Si girò su se stessa e si appoggiò alla scrivania, strofinando il sedere contro il membro di Dago.

Lui le appoggiò il glande tra le labbra. Poi si afferrò ai suoi glutei e stringendoli spasmodicamente la penetrò con forza. Ripetutamente. Inoke sentì salirle dal profondo delle viscere un altro orgasmo. Lasciò che la sua mano scivolasse verso il punto in cui i loro sessi diventavano una cosa unica. Accarezzo il menbro di Dago mentre la penetrava e gioco con i suoi testicoli.

Poi lo fece scivolare fuori, e con la mano guido il suo sesso verso il suo ano mormorando “Piano … entra piano”

Dago ubbidì. La penetro lentamente, e sempre lentamente cominciò a muoversi dentro di lei, mentre le sue mani corrovano lungo il corpo di Inoke. Quando senti che non sarebbe più riuscito a trattenersi si afferrò ai suoi seni e iniziò a spingere con più vigore.

L’ufficio, deserto, fu riempito dai loro urli di piacere mentre raggiungevano assieme l’orgasmo.

Dago si abbandono in un primo momento sopra di lei, baciandole, tra un respiro affannoso e l’altro, la schiena. Poi scivolo fuori di lei e si abbandonò sulla sedia. Inoke si accucciò tra le sue gambe, il viso appoggiato sulla sua coscia.

Lui le accarezzava la testa, i capelli, e le disse: “Quanto mi sei mancata … “

Lei alzò il viso verso di lui e gli rispose “Anche tu mi sei mancato … non voglio che succeda mai più …”

Poi attratta dal profumo abbasso lo sguardo e vide il membro di Dago, mogio e abbanonato dopo tutta il fuoco che le aveva saputo infodere. Lo accarezzò con un dito, poi lo solevò, quasi volesse che la guardasse in viso. “Anche tu mi sei mancato” gli disse, poi lo baciò teneramente.

Inoke senti un brivido pervadere Dago, allora lascio che le sue labbra si schiudessero e avvolgessero il suo membro. Lentamente iniziò a giocarci con le labbra e con la lingua e man mano che lo sentiva crescere e indurirsi nella sua bocca, sentiva che il suo sesso rispondeva inumidendosi sempre più.

Dago le prese la testa tra le mani e incominciò a guidarla nei movimenti. Ogni tanto la teneva ferma e si muoveva lui nella sua bocca.

Allora Inoke lo trascinò giù dalla sedia, sdraiandolo sul pavimento. Gli si mise a cavalcioni sul viso, rimanendo rivolta verso il suo sesso al quale era rimasta ancorata con una mano, che continuava a muovere lentamente.

Dago le allargo le natiche e incominciò a muovere la sua lingua sul e nel suo sesso. Inoke si sporse in avanti e riprese in bocca il membro di Dago. La lingua di Dago aveva qualcosa di magico che sapeva portarla velocemente prossima all’orgasmo e lei per ricambiarlo dedicò tutta la sua passione alla sua asta, leccandogliela dal glande fino ai testicoli, o facendolo scorrere nella sua bocca ora dolcemente ora con foga.

Quando oramai si senti prossima all’orgasmo scivolo sul corpo di Dago fino a rimettere in contatto i loro sessi. Si puntò sui piedi e si sollevò leggermente guidando il sesso di Dago verso le piccole labbra. Poi si impalò con forza. Iniziò a muoversi decidendo lei il ritmo e l’inclinazione delle penetrazioni, mentre Dago la aiutava solo tenendola per le natiche. Poi per un momento non sentì più le sue mani, e un istante dopo senti un suo dito che premeve contro il suo ano. Iniziò a muoversi con maggior vigore, avendo vagamente, in un angolo remoto della mente il ricordo di una sera nebbiosa e di Stefano.

Ma ora era qui solo con Dago, Stefano era un ricordo lontano. Senti il corpo di Dago fremere sotto il suo, muoversi. Accellerò i movimenti e lasciò che l’orgasmo li travolgesse un’altra volta.