Era vero che tutto era successo per caso, ma Elena si sentiva in colpa. Le era riuscita a soddisfare la propria curiosità di fare sesso con 2 uomini. Sapeva che anche Dago voleva provare a fare sesso con 2 donne. Conoscendolo sapeva che aveva paura di offenderla proponendoglielo. Decise allora di provare ad organizzare tutto lei.
Dago andava spesso a prenderla all’università e spesso era uscito con lei a serate con i colleghi universitari. Così era capitato che nelle pause tra le lezione, chiacchierando con le compagne, molte avessero fatto apprezzamenti nei suoi confronti.
Quando capitava che si lasciavano andare a confidenze sessuali, aveva spesso notato sguardi di invidia e curiosità in alcune amiche.
Certo non poteva andare dalla prima che capitava a chiedere una cosa del genere.
Per giorni in università era più attenta a studiare le compagne che le lezioni. Appena era possibile era lei che dirottava le discussioni sull’argomento sesso. Pian piano, approfondendo sempre maggiormente le argomentazioni si creò una selezione naturale.
Oramai nella sua mente erano rimaste poche candidate. Il tempo stringeva. Dago sarebbe partito per lavoro dopo il ponte del 1° maggio e lei voleva farle questo regalo giusto per quel week end.
La cosa più strana che le stava capitando era che man mano che approfondiva la selezione le stava crescendo la curiosità di come poteva essere fare sesso con una donna. Era certa che se Dago l’avesse vista amoreggiare con un’altra donna avrebbe perso la testa.
Decise allora che la decisione finale l’avrebbe presa scegliendo qualcuna che oltre a dividere per una notte il suo uomo con lei, sarebbe stata disposta anche ad amoreggiare con lei.
Trovandosi al bar per uno spuntino con le tre amiche-candidate fece la domanda fatidica: “Che ne pensate dei rapporti saffici ? … si insomma di amoreggiare … fare sesso con un’altra donna ?”
Giovanna rimase sbigottita, “Non se ne parla nemmeno … che schifo”
Carla divenne di tutti i colori … “Sinceramente mi capita di pensarci … ma non saprei nemmeno da dove incominciare … ma la cosa mi tenta … anche se mi vergogno molto.”
Paola rimase a guardare tutte con uno sguardo furbino e malizioso. Era il suo atteggiamento classico, forse dato anche dal fatto che era una ragazza di colore e aveva spesso dovuto combattere a causa della differenza del colore della sua pelle.
“Io ho deciso che prima o poi proverò – disse Elena fiera come sempre – speri prima che poi, e voglio farlo davanti e con Dago”
“Complimenti Elena – replico Paola – credo che tu abbia fatto a scelta migliore, parlo per esperienza personale.”
Il silenzio calo improvviso. Paola resto con lo sguardo fisso negli occhi di Elena. Elena nello stesso istante aveva preso la sua decisione. Paola era la persona che faceva per lei. In più era felicemente fidanzata, era una persona leale, e questo le dava la tranquillità che non avrebbe cercato di rubarle il suo Dago.
Adesso la cosa più difficile era riuscire a parlarle senza che nessuno li vedesse e potesse capire o sospettare nulla.
La tecnologia le venne incontro, utilizzando gli SMS gli fece sapere che le doveva parlare … DA SOLA … Paola le rispose semplicemente <oggi pomeriggio – ore 18 – davanti al bar Cavour>
Da quel momento Elena entro in panico. Aveva paura della reazione di Paola alla sua proposta e di quello che avrebbe potuto pensare di lei. Quasi non si accorse della fine della lezione e rimase scioccata quando, andandosene, Paola le strizzò l’occhio.
Arrivò a casa ma non riusciva a stare ferma dall’agitazione. Decise allora di cambiarsi per l’appuntamento e uscire. Si fece una veloce doccia rivitalizzante e indosso una gonna corta con una camicetta sottile che lasciava intravedere l’intimo che indossava sotto. Si mise sulle spalle il cappotto per ripararsi dal vento leggero ma freddo che soffiava in quei giorni e usci. Era ampiamente in anticipo ma aveva bisogno di camminare per rischiararsi le idee.
Cambiò più volte il discorso che si era preparata, ma quando arrivò davanti al bar e vide Paola che l’aspettava, quasi irriconoscibile, con una mise completamente diversa da quella che usava all’università. I capelli, lunghi e ricci erano sciolti e non legati come sempre, e le incorniciavano un viso radioso e sorridente, molto diverso dal solito viso serioso. Gli occhi erano due perle nere brillanti, esaltati anche dal leggero trucco che non aveva mai visto in università.
Elena rimase sorpresa, Paola se ne accorse rise, mentre entravano nel locale. Scelsero un tavolino appartato e iniziarono a chiacchierare proprio sul diverso atteggiamento di Paola dentro e fuori dall’università. Paola non ebbe nessun problema a dichiarare che lo faceva di proposito. L’università è un mondo dove girano troppo facilmente chiacchiere false inutili e tendenziose, scaturite spesso da invidie e gelosie. Cosi durante le ore di lezione lei faceva di tutto per non mettersi in mostra. Ma fuori dell’università, lei viveva la sua vera vita, allegra, spensierata, sempre pronta a nuove avventure ed esperienze.
“Ma dimmi – le disse improvvisamente – di cosa volevi parlarmi così in segreto ?”
Elena si seni presa in contropiede. Tutto quello che si era preparata nella mente le era svanito.
“Elena tu mi sei molto più simpatica di quello che ti ho dato a vedere fino ad adesso, impara a non farti problemi con me e saremo due ottime amiche” la incalzo Paola.
Elena senti la gola secca, fermo il cameriere che passava. “Beviamo qualcosa prima” Ordinarono. Paola estrasse un pacchetto di marlboro e si accese una sigaretta. Continuava a fissare Elena con una sguardo malizioso sorridendo. Arrivarono le ordinazioni. Il silenzio continuava. Paola appoggio una sua mano sulla coscia di Elena e con voce suadente le disse “Coraggio … “
Elena dopo un istante di titubanza si sciolse, forse incoraggiata da quel tocco che aveva un qualcosa di sensuale. Le raccontò tutto della serata nata per caso, e di quello che voleva “regalare” a Dago. Della selezione che aveva fatto e delle curiosità che in lei erano sorte durante la sua indagine.
Paola la segui con attenzione, senza interromperla. Quando Elena finì disse solo “E io sarei la candidata ideale secondo te?”
Elena aveva oramai preso coraggio, “Tu sei quella che più mi piace, che più mi da affidamento, e con la quale sono convinta di trovare un feeling”
Paola fisso il suo sguardo sul bicchiere. Con un dito ne segui il bordo. Poi fisso i suoi occhi scuri e profondi nei verdi occhi di Elena. “Spiegami esattamente cosa vorresti fare …” …
Paola ed Elena organizzarono tutto nei minimi particolari, tutto doveva sembrare casuale. Nulla di più semplice che una riunione di studio tirata troppo tardi, conoscendo Dago sarebbe stato lui ad invitare Paola a fermarsi a cena. E così fu.
Dago rientro dal lavoro quel venerdì sera e trovo le due ragazze sprofondate nei libri, le saluto velocemente infilando la testa nello studio e poi si diresse silenzioso in cucina.dove preparo un veloce ma gradevole pranzetto per tre, e quando Paola fece finta di salutare per andarsene a casa la invito calorosamente a fermarsi per cena. Paola dopo poca finta resistenza accetto.
Durante il pranzo fecero in modo di continuare a versare vino nel bicchiere di Dago e a farlo parlare cosa che amava fare, intontendolo con il vino e le attenzioni che possono avere due donne. A fine cena insistettero per rassettare la cucina, lasciandolo seduto a tavola con l’ultimo bicchiere di vino mentre preparavano il caffè. Dago effettivamente si sentiva un po’ allegretto.
Le due donne cominciarono a ridere e scherzare. Dago faticava a capire cosa stessero tramando. Quando Elena si avvicino a lui per prendere la tazzina vuota del caffè scivolo alle sue spalle, lo abbraccio, e senza che lui se ne accorgesse le porto le mani dietro lo schienale della sedia. Paola disse “Ti va di fare un gioco?” mentre gli si avvicinava anch’essa. Dago emise un timido si. E in men che non si dica si trovo con le mani legata dietro la sedia. Elena gli sedette in braccio ridendo del suo sguardo sbalordito. “Non ti preoccupare, è un gioco, anzi un regalo per te. Fidati” E lo bacio. Alle sue spalle Paola cominciava a slacciarle la camicetta. Dago deglutì. Sentiva la bocca e la gola secche. Elena si alzo, baciò Paola, e cominciarono a spogliarsi a vicenda. I due corpi, sodi e ben torniti, le pelli lisce e vellutate emersero in tutto il loro splendore dai vestiti, e il contrasto delle due carnagioni evidenziava i movimenti dell’una sull’altra.
Dago sentiva il cuore martellare nel petto. La bocca sempre più asciutta. Era talmente incantato dalla scena che si accorse che le stava guardando con la bocca aperta.
Paola sdraiò Elena sul tavolo, e si distese sopra di lei. La baciò sensualmente sulla bocca e vide le loro lingue giocare. Poi la bocca di Paola cominciò a scendere lungo il corpo di Elena, sul collo e si soffermo sui seni. La lingua li accarezzava soffermandosi spesso sui capezzoli, il tutto con molta calma. Dago osservava i movimenti di Paola e le reazioni di Elena senza riuscire ad emettere un suono. La bocca di Paola ricominciò la sua discesa e lentamente, molto lentamente, dopo aver assaporato ogni millimetro della pelle di Elena raggiunse l’inguine. Gli sfilo con delicatezza le mutandine, e incominciò ad accarezzarle delicatamente il sesso. Guardò Elena che nell’estasi teneva gli occhi chiusi e le disse dolcemente “Non tenere gli occhi chiusi, guarda me … e guarda il tuo uomo” Elena obbedì, e Paola affondo la sua bocca, dolcemente nel sesso di Elena che iniziò a gemere.
Dago si accorse di avere un’erezione sempre più prepotente, sembrava quasi che volesse fargli saltare i bottoni dei jeans. Tento in qualche modo di liberarsi ma le due donne lo aveva legato con cura. Il suo sguardo continuava a spostarsi dalla lingua di Paola che si muoveva sul sesso della sua donna al viso di Elena trasformato dal piacere.
Improvvisamente Paola si mise in piedi sul tavolo a cavallo di Elena. Si sfilò il sottile tanga che portava e lentamente avvicinò il proprio sesso alla bocca di Elena, che senza farsi pregare cominciò a leccarglielo con voluttà e passione. Paola con una mano teneva aperte le grandi labbra e con l’altra si accarezzava il seno. Girò il viso verso Dago e gli disse “Non soffrire troppo … poi tocca anche a te” Dago non riuscì a rispondere, ma la sua erezione incomincio a pulsare ferocemente.
Le due donne continuarono a giocare fino a portarsi in un perfetto 69. Dago poteva vedere le loro lingue e le loro mani muoversi alla ricerca del massimo piacere per l’altra. Osservava le reazioni dei corpi ad ogni stimolazione e soffriva perché voleva parteciparvi anche lui. Le donne gemevano sempre di più, le dita esploravano tutte le cavità e accarezzavano tutti i punti sensibili, e le vide raggiungere contemporaneamente l’orgasmo. Dopo qualche istante per riprendersi le due donne si abbracciarono e baciarono con dolcezza, assaporando l’una il piacere dell’altra dalla bocca.
Poi scesero dal tavolo e lentamente si avvicinarono a Dago. Incominciarono ad accarezzarlo e a baciarlo il più possibile contemporaneamente. Le loro mani cominciarono a slacciargli la camicia, e mentre Elena gli baciava il petto, Paola scese con decisione verso i pantaloni, li slaccio e li sfilo assieme agli slip. L’erezione, finalmente, non era più costretta, e il suo membro duro, si mostrò alle due donne. Paola lo prese in mano e cominciò a massaggiarlo mentre Elena velocemente scivolava dal suo petto verso il sesso. Paola lo passo sul viso di Elena e poi lo guido nella sua bocca mentre lei leccava e succhiava i testicoli e lo scroto. Poi Dago senti le due bocche che si muovevano lungo il suo membro e che alternativamente lo succhiavano. Era un’esperienza unica e incontenibile. Senti che dopo la scena a cui aveva assistito non poteva resistere molto, e incominciò a mugolare “Oddio vengo … Oddio vengo …” Le due donne moltiplicarono la passione e la dedizione aspettando il suo orgasmo con “golosità” e dividendosi da brave amiche il frutto del loro lavoro.
Dago era in loro balia. Lo liberarono e lo portarono in camera da letto.
Elena fece sdraiare Paola sul letto e gli si avvicino con Dago. Iniziarono a giocare entrambi con le loro bocche sul suo corpo, poi fu la volta di Elena a “subire” questo trattamento e poi di Dago. Paola si porto a cavalcioni sul suo sesso e mentre Elena si mise a cavalcioni sulla bocca di Dago ne guido il sesso dentro Paola. Continuavano a giocare. Continuavano a godere. La notte scorreva nel piacere senza che i tre se ne accorgessero. Dago non riusciva a ricordare esattamente quanti orgasmi aveva avuto. Le due donne non sembravano mai sazie. E soprattutto avevano il potere di fargli tornare ogni volta che volevano un’erezione.
C’era una cosa che ancora voleva fare Dago.
Fare sesso con 2 donne era sempre stato uno dei suo sogni nel cassetto. Ma nel suo sogno aveva sempre immaginato di fare una cosa. E non aveva intenzione di lasciarsi sfuggire questa occasione.
Cosi prese il “comando delle operazioni”
Sdraio le due donne, viso contro viso, al limitare del letto, e si mise tra le loro gambe. Penetrò lentamente Paola che si trovava sotto, e molto lentamente usci da lei. Poi penetrò Elena. Poi di nuovo Paola, e ancora Elena. Man mano che continuava affondava i colpi con maggiore decisione, mentre le due donne si strofinavano una contro l’altra per aumentare il piacere. La cosa fu trovata molto eccitante dalle due donne che raggiunsero velocemente l’orgasmo.
Ma Dago no.
Scivolando fuori dal sesso di Elena, lascio che il suo glande seguisse le pieghe dei glutei, fino all’ano. Punto il suo membro e spingendo lentamente aspetto che il buchino si aprisse. Senti Elena emettere quel particolare mugolio di piacere e dolore, mentre il suo membro la penetrava.
Paola scivolò sotto il corpo di Elena e incomincio ad accarezzarle e penetrarle il sesso con la lingua e con le dita, spesso scivolando anche sul sesso di Dago. Elena era in preda all’estasi, ma si accorse di avere di fronte a se il sesso di Paola e vi afondò la sua bocca con tutta l’eccitazione che la situazione e i suoi 2 amanti le stavano infondendo. Elena fu la prima a raggiungere l’orgasmo e volle ricambiare la situazione a Paola, guidando il sesso di Dago nell’ano dell’amica. Anche Paola raggiunse l’orgasmo, e subito dopo anche Dago iniziò a urlare “Vengo … vengo … vengooooo”
Elena sfilo velocemente il membro di Dago dal corpo di Paola e facendolo scomparire nella sua bocca aspetto il caldo nettare.
Caddero sfiniti tutti e tre sul letto. Dago in mezzo a loro due che lo abbracciavano.
“Come posso ringraziarvi per questo regalo ?” disse con un filo di voce.
Le due donne risero. “Credo che ti sia sdebitato abbastanza – disse Paola – pero vista l’ora … potreste ospitarmi a dormire” Risero tutti e tre. “Per me va bene” disse Elena, che accarezzando il petto di Dago lasciò scivolare la mano verso il membro, incontrandovi quella di Paola. Un timido tentativo di erezione si sentì sotto le loro mani.