DAGO HERON

Passioni contrastanti – capitolo 9

“Pazzo!!!! Come tuo padre!” non ce la faceva più voleva andare via lontano da tutti, Dago amore cosa ne sarà di noi.
“Non mi interessa non hai scelta – lui ora le stava vicino – ho aspettato eri una ragazzina prima, ma ora sei una donna. La prima volta che ti vidi fu in casa di mio padre, in fin dei conti è colpa tua – rise sommessamente – i tuoi capelli mi colpirono cosi tanto che non sono riuscito più a pensare a nessun´altra, il tuo sguardo mi ha tormentato.” Le mise le mani sulle spalle. Kika cercò di spostarsi ma lui non glielo permise “No non allontanarti da me”
“Ti prego lasciami andare.” pregò Kika.
“……mai….mai….” Si avvicinò ma Kika spaventata scappò verso la porta, l´ultima cosa che senti fu la risata di Massimo.
Dago. Incominciò a piangere tutte le lacrime del mondo. No non lo sposerò piuttosto la morte. Ma se non lo farò ucciderà Dago, il mio Dago. Doveva proteggerlo con tutte le sue forze. Pensando e piangendo arrivò a casa. Dago non c´era, si butto sul letto e pianse ancora, ma pian piano incominciò a reagire, l´odio per quell´uomo si fece ancora più forte, ma era ormai l´una e Dago ancora non era tornato.
Decise di andare da lui nella sede dalla sua società. Si lavò il viso era un disastro! Contegno Kika pensò, lui non se ne deve accorgere, scese giù il portiere non c´era forse stava mangiando, controllò la posta indirizzata a lei e a Dago, c´era una lettera indirizzata a lei , l´aprì.
´Kika vediamoci alle 14:50 nell´albergo “KRAMER” il 12/08/00 non mancare è importante. Le tue domande avranno presto una risposta.´
Non era firmata. Oggi era giorno 11 quindi l´appuntamento era per domani. Ma chi le aveva mandato la lettera. La piegò e se la mise in tasca. Chiunque gliela aveva mandata la conosceva lo sentiva, è vero aveva mille domande mille pensieri. prese la macchina, dopo 15 minuti arrivò alla società “XXX” Chissà Dago cosa starà facendo, pensò. La sua vita è cosi tranquilla non ho diritto di rovinargliela. Sali le scale salutò tutti. L´ufficio di Dago si trovava in fondo. Bussò. “Si?” risposero 2 voci. Lei apri la porta.
“Ciao amore! Ciao Gianluca. Che state combinando di bello?” si sforzò di sorridere ma si accorse subito che Gianluca era strano, quasi imbarazzato
“Ciao Kika ” le rispose Gianluca, ma Dago a stento la guardò. Cosa stava succedendo? Un affare andato male? Sorrise gli andò incontro lui era seduto e le si sedette sulle sue ginocchia.
“Dago io vado ci vediamo oggi, lo sapete Maria si arrabbia se faccio troppo tardi, sapete com´è” disse Gianluca con un sorriso quasi forzato. Sembrava quasi che se la stesse dando a gambe! Ma cosa andava a pensare. Rise. Ora stava con Dago era al sicuro, stava diventando davvero pazza!
“Hai lavorato molto oggi?” le chiese Dago riducendo gli occhi a due fessure.
“Oh si Trezza è un vero schiavista, pratiche su pratiche.” Odiava mentirgli cosi ma era per il suo bene. Kika avvicinò le labbra alle sue, lo baciò, ma trovò solo una fredda passione.
“Cosa hai sei stanco? E´ successo qualcosa? Non ti preoccupare ti farò passare tutto con un bel massaggio.” gli disse Kika.
“Ma è possibile che pensi solo al sesso?! Ma cos´è non riesci a farne a meno?” le disse Dago arrabbiato.
Kika rimase stupita dalle sue parole.
“Ma Dago che stai dicendo? Ma cosa e´ successo?” cercò di calmarlo Kika, la verità era che le sue parole l´avevano ferita. Dago la spostò e si alzò dalla sedia.
“Dimmi cos´è che vuoi? Vuoi farlo qui nel mio ufficio? Mentre gli altri sentono i tuoi gemiti, le tue grida di piacere?” La guardava dritto in faccia e per la prima volta Kika lesse disprezzo nei suoi occhi.
“Dago, smettila!” Ma lui sembrava non sentirla. Andò verso la porta, la chiuse a chiave.
“Bene, diamo inizio allo spettacolo.” disse mentre s avvicinava a Kika.
“Dago!?!” i suoi occhi erano incatenati ai suoi, sarebbe stato diverso se lo sentiva, Dago era diverso. “Dimmi cosa hai, sei strano, hai litigato con Luca ?” Voleva che lui si confidasse con lei.
“Luca?? adesso lo chiami Luca. Da quando sei cosi in confidenza? Si chiama Gianluca, o per te è Luca?”
Iniziò a toccarla.Le mani sui fianchi, sulla schiena.
“Ma dai lo fai sembrare quasi un delitto!” rise lei ma si sentiva morire, le carezze di Dago stavano facendo il suo effetto.
“Delitto ? Si un delitto” le disse Dago con un braccio spostò tutti gli oggetti che si trovavano sulla scrivania e li fece cadere a terra. Alzò la gonna di Kika.
“E´ questo che vuoi…!?” Ormai Kika era fuori di se dal piacere. “Si ti prego – gli disse – ti voglio.” il respiro di Dago era affannato.
L´alzò e la fece sedere sulla scrivania.
“Dago io.”
“Zitta non mi interessa, ti sto dando quello che vuoi cosi non l´andrai mai a cercare da qualcun altro, ti basterò sempre io.”