Le chiavi le bruciavano le mani. Presto sarebbe tutto finito. Aveva preso le chiavi come le aveva detto Marco, si era recata all´albergo “LE AQUILE ” e aveva preso le maledette chiavi. Aveva preso l´ascensore ed ora stava di fronte alla camera. Apri la porta. Vi entrò, era buio le tende erano tirate, le aprì. Odiava il buio. Sentì un movimento, si girò di scatto. Sulla poltrona al centro della stanza c´era un uomo “Chi è lei!??”
L´uomo sorrise. “Mi chiamo Massimiliano, sono il figlio di Marco.”
Kika rimase sorpresa Marco aveva un figlio!? Non aveva mai parlato di un figlio! Kika fece un passo indietro “Marco non ha figli!” Si mordicchiava il labbro nervosamente.
“Oh si che c´è l´ha e sono io!”
Kika lo guardò disorientata “Ma Marco dov´è?” chiese allora Kika allarmata. L´uomo che mostrava un´età compresa tra i trenta e i trentacinque si alzò andò vicino al mobile bar.
“Desideri da bere?” disse lui come se non l´avesse sentita.
“No grazie, allora dov´è Marco?”
“Calma piccola Kika, ti spiegherò tutto, ma prima siediti” disse lui senza guardarla.
“Non accetto ordini da nessuno e prima mi dirai tutto e prima tornerò a casa, e non sono piccola sono una donna!!” Kika ormai era furente ,chi si credeva di essere quell´uomo? Era peggio di suo padre! Il frutto non cade mai lontano dall´albero pensò lei. Ma fisicamente era diverso da Marco era alto aveva gli occhi azzurri non era bello nel vero senso della parola ma emanava un fascino e un magnetismo incredibile. Ma a lei tutto questo non importava, voleva solo andarsene da li!
“Mi chiamo Massimiliano Guadalaxara, il cognome l´ho preso da mia madre, forse mio padre non ti ha mai parlato di me perché non ci frequentiamo molto, ma sono in ottimi affari con lui” le disse con tono pacato.
“Immagino che tipi di affari! – rise istericamente Kika – Guadalaxara?? – disse poi lei – ma è il nome con cui ho avuto le chiavi, quindi che significa che adesso mi ricatti anche tu ? Sono stanca non mi farò più ricattare da nessuno!!” Kika era veramente piena di rabbia si diresse verso la porta ma lui le bloccò il passaggio. “Fammi passare!”
“Vedi non capisci piccola Kika sono tre anni che ti controllo ormai non sei più alla mercé di mio padre ma alla mia!” le disse lui con un ghigno. “Cosa?? Cosa vuoi dire che adesso a ricattarmi sarai tu e non più tuo padre??!! Incredibile !Sei pazzo se pensi che io mi faccia manovrare ancora da voi!!!” ormai Kika gridava per la rabbia.
“Kika tu non puoi decidere niente, ma io non ti ricatterò – le disse andandosene a sedere sulla poltrona e con tono calmo continuò – diciamo che avrai da me un unica richiesta, e se non l´accetterai allora mostrerò alla polizia i documenti che tua madre ha rubato dicendo che sei stata sua complice.”
“Tu sei pazzo nessuno ti crederà!” Kika non ce la faceva più doveva uscire da quella stanza al più presto, ma doveva arrendersi all´evidenza erano uomini potenti quelli ammanigliati con persone che contavano nella società “E quale sarebbe questa richiesta?” disse allora lei cercando di calmarsi.
“E´ semplice, ti voglio!” le disse lui ridendo.
“Cosa!!!!??? Non ho capito!” lui si alzò le andò vicino Kika arretrò ” Non capisco cosa vuoi dire spiegati meglio!”
“Ti voglio, é da tanto che aspetto, ho sopportato anche che tu andassi a vivere con quell´idiota, ma adesso basta sei mia.”
“PAZZO?? No tu non sei pazzo sei molto di più!!!! ” Kika lo sfidava con gli occhi quell´uomo era pazzo davvero.
“Si pazzo, pazzo di te e anche a costo di uccidere il tuo amichetto tu mi sposerai!”
L´uomo sorrise. “Mi chiamo Massimiliano, sono il figlio di Marco.”
Kika rimase sorpresa Marco aveva un figlio!? Non aveva mai parlato di un figlio! Kika fece un passo indietro “Marco non ha figli!” Si mordicchiava il labbro nervosamente.
“Oh si che c´è l´ha e sono io!”
Kika lo guardò disorientata “Ma Marco dov´è?” chiese allora Kika allarmata. L´uomo che mostrava un´età compresa tra i trenta e i trentacinque si alzò andò vicino al mobile bar.
“Desideri da bere?” disse lui come se non l´avesse sentita.
“No grazie, allora dov´è Marco?”
“Calma piccola Kika, ti spiegherò tutto, ma prima siediti” disse lui senza guardarla.
“Non accetto ordini da nessuno e prima mi dirai tutto e prima tornerò a casa, e non sono piccola sono una donna!!” Kika ormai era furente ,chi si credeva di essere quell´uomo? Era peggio di suo padre! Il frutto non cade mai lontano dall´albero pensò lei. Ma fisicamente era diverso da Marco era alto aveva gli occhi azzurri non era bello nel vero senso della parola ma emanava un fascino e un magnetismo incredibile. Ma a lei tutto questo non importava, voleva solo andarsene da li!
“Mi chiamo Massimiliano Guadalaxara, il cognome l´ho preso da mia madre, forse mio padre non ti ha mai parlato di me perché non ci frequentiamo molto, ma sono in ottimi affari con lui” le disse con tono pacato.
“Immagino che tipi di affari! – rise istericamente Kika – Guadalaxara?? – disse poi lei – ma è il nome con cui ho avuto le chiavi, quindi che significa che adesso mi ricatti anche tu ? Sono stanca non mi farò più ricattare da nessuno!!” Kika era veramente piena di rabbia si diresse verso la porta ma lui le bloccò il passaggio. “Fammi passare!”
“Vedi non capisci piccola Kika sono tre anni che ti controllo ormai non sei più alla mercé di mio padre ma alla mia!” le disse lui con un ghigno. “Cosa?? Cosa vuoi dire che adesso a ricattarmi sarai tu e non più tuo padre??!! Incredibile !Sei pazzo se pensi che io mi faccia manovrare ancora da voi!!!” ormai Kika gridava per la rabbia.
“Kika tu non puoi decidere niente, ma io non ti ricatterò – le disse andandosene a sedere sulla poltrona e con tono calmo continuò – diciamo che avrai da me un unica richiesta, e se non l´accetterai allora mostrerò alla polizia i documenti che tua madre ha rubato dicendo che sei stata sua complice.”
“Tu sei pazzo nessuno ti crederà!” Kika non ce la faceva più doveva uscire da quella stanza al più presto, ma doveva arrendersi all´evidenza erano uomini potenti quelli ammanigliati con persone che contavano nella società “E quale sarebbe questa richiesta?” disse allora lei cercando di calmarsi.
“E´ semplice, ti voglio!” le disse lui ridendo.
“Cosa!!!!??? Non ho capito!” lui si alzò le andò vicino Kika arretrò ” Non capisco cosa vuoi dire spiegati meglio!”
“Ti voglio, é da tanto che aspetto, ho sopportato anche che tu andassi a vivere con quell´idiota, ma adesso basta sei mia.”
“PAZZO?? No tu non sei pazzo sei molto di più!!!! ” Kika lo sfidava con gli occhi quell´uomo era pazzo davvero.
“Si pazzo, pazzo di te e anche a costo di uccidere il tuo amichetto tu mi sposerai!”