DAGO HERON

Passioni contrastanti – capitolo 5

Ormai Dago era diventato sempre più sospettoso e intollerante, doveva stare attenta. Lo sapeva, non doveva andare a vivere con lui, aveva sbagliato ma il bisogno di lui era cosi pressante da farla stare male, lo voleva con tutte le sue forze mettendosi persino contro l´uomo che la ricattava ormai da tre anni.

Ma doveva reagire lo doveva fare per la sua famiglia e ora anche per Dago. Come aveva potuto suo padre rubare alla sua azienda duecento milioni? Più ci pensava e più si sentiva male! E sua madre? Una spia!! Da non credere.

Quando Marco, l´uomo che la ricattava glielo aveva detto non ci aveva creduto, una spia, incredibile, ed ora lei doveva pagare le malefatte dei suoi genitori.

Marco l´aveva contattata tre anni prima presentandosi come un amico di sua madre, ma non voleva pensarci, doveva pensare alla missione.

Doveva andare all´albergo “LE AQUILE” presentarsi come la signora Guadalaxara, farsi dare la chiave 112. Sembrava facile questa volta, ma i suoi pensieri furono interrotti da Dago che si rigirava nervosamente nel letto.

Kika si alzò andò in cucina si sedette sulla sedia.

Lo voleva, voleva fare l´amore con lui, stava impazzendo!

Doveva farlo uscire dalla sua vita, per il suo bene, ma non poteva.

Pensò all´ultima volta che avevano fatto l´amore. Era stato bellissimo!

Erano riusciti appena ad arrivare alla porta, avevano iniziato in ascensore. Non erano mai riusciti a controllarsi, pensò sorridendo. L´aveva presa sul pavimento, quasi ancora con tutti i vestiti addosso. Dago. Ma mille pensieri oscuri si affacciavano nella sua mente. Si alzò, andò vicino al letto, lo guardò. Si era addormentato. Si ricordò di quando l´aveva conosciuto, l´attrazione la travolse nel momento stesso in cui lo vide. La sera stessa fecero l´amore e fu magico.

Cosa doveva fare? Si avvicinò a Dago. Con una mano gli accarezzò il viso. Non si era fatto la barba. Kika sorrise.

Ricordò quella volta in cui lei decise di fargli la barba, prese il rasoio, iniziò a raderlo dopo avergli messo la schiuma da barba. Ma lei affascinata iniziò a muovere quel rasoio in modo sensuale e minaccioso sul viso di Dago, cosi ebbe inizio un gioco erotico che li avvinse. Lei passò il rasoio sotto la maglietta di lui e gliela ruppe. Lui le bloccò il polso e se la portò di fronte, incominciò a toccarla. Poi la fece sedere a cavalcioni sulle sue gambe, prese il rasoio le ruppe la maglietta e le disse “adesso siamo pari ….”.

Fecero l´amore sulla sedia.

Allontanò la mano dal viso di Dago, aveva paura che si svegliasse erano le due voleva farlo dormire. Si stese affianco a lui e gli si accoccolò vicino come una gattina. Con lui si sentiva al sicuro. Il sonno la vinse.

La sveglia suonò come impazzita. Erano le sette. Smorzò subito il suono per non far svegliare Dago, per le 10 doveva trovarsi in albergo, chiave 112.

Si lavò senza far rumore, si vesti e truccò in modo impeccabile come le aveva detto di fare Marco.

Diede un ultimo sguardo a Dago che dormiva profondamente. Prese la borsa le chiavi della macchina e scese, questa e´ l´ultima volta, si disse, ma non si accorse che qualcuno la stava seguendo …