DAGO HERON

Passioni contrastanti – capitolo 4

Dago rimase immobile. Dentro di lui un turbine d´emozioni, di pensieri e di parole ribollivano e lottavano. Quando Kika faceva cosi la odiava con la stessa intensità di quanto l´amava.

Dago aveva incontrato Kika in un selz service pieno raso durante l´ora di pranzo di un mercoledì di circa due anni fa. Dago aveva molta fretta e l´unico posto rimasto libero era al tavolo di Kika. Lui le aveva chiesto se cortesemente lo ospitava, e al suo timido e incerto consenso si era seduto a consumare la sua insalata, con la testa già all´appuntamento che lo aspettava. Dago a quell´appuntamento non ci arrivo mai.

La timida personcina che lui credeva di avere di fronte comincio a parlargli e, lentamente, senza che nemmeno una sua cellula se ne accorgesse si trovo interessato, affascinato, attirato da quella ragazza dai capelli rossi infagottata in quella accozzaglia di vestiti invernali.

Passarono il pomeriggio a passeggiare e chiacchierare per la città. Dago si raccontò e ascoltò. Mai nella sua vita era stato meglio con una persona. Mai nella sua vita si era sentito meglio.

Quando a sera inoltrata si ritrovarono sotto casa di lei protrassero più che poterono il loro addio, entrambi con la paura che non si sarebbero rivisti mai più. Si baciarono ripetutamente e sempre più appassionatamente, fino a che Dago trovo il coraggio di parlare.

“Non so cosa sia successo tra di noi … non so tu cosa stia pensando… ma io ho voglia … il bisogno di rivederti. La sola idea che adesso ti devo lasciare mi fa stare male!”

Kika lo aveva guardato a lungo negli occhi, con uno sguardo serio, dolce, profondo, indagatore, continuando a sfiorargli il viso con la punta delle dita. Poi improvvisamente scoppio a ridere. “Allora che ne dici di salire da me ed aiutarmi a mettere insieme una cena decente ??”

Dago non se lo lascio ripetere, ma in cucina non ci arrivarono mai. Appena Kika chiuse la porta dell´appartamento incomincio a baciarlo e si ritrovarono a fare l´amore ancora prima di arrivare in camera da letto.

Due ore dopo stavano ridendo e chiacchierando sul letto mentre mangiavano qualcosa trovato per fortuna in cucina.

Nei giorni successivi si incontravano appena potevano e la loro attrazione era tale che si ritrovarono a fare l´amore nel primo posto che gli concedeva un minimo di intimità. Nei bagni dei ristoranti o dei bar dove si davano appuntamento piuttosto che rifugiarsi in macchina nei posteggi sotterranei oltre che nei loro appartamenti piuttosto che in qualche albergo se erano troppo lontani.

Dago era, ed è tuttora, un libero professionista, un imprenditore legato alla famigerata New Economy. Era un interessante mix tra un marketing man, un creativo e un abile tecnico operativo. Assieme ad altri tre amici aveva fondato una società per la creazione di siti Web e le cose gli erano andate bene, oltre ogni più rosea aspettativa.

Fisicamente è un tipo piacevole, bello senza nulla di appariscente, sempre curato ma con un pizzico di trasandato che ne creava un suo stile personale.

Dopo un po´ di tempo Dago senti sempre più il bisogno di stare con Kika e le chiese di andare a vivere con lui. Kika non rispose subito. Chiese e prese tempo, e spari per un po´ di giorni. Dago era terrorizzato di averla persa.

Ricomparve una mattina all´alba alla porta di Dago, con un sorriso radioso stampato sul viso, e quando Dago assonnato le apri la porta lei gli urlo in faccia “Siiiiiiii!” e gli saltò al collo.

Fecero l´amore tutto il giorno, e nelle pause cercarono un appartamento per loro due. Dopo quindici giorni si trasferirono nel nuovo appartamento avendo arredato solo cucina e camera.

Per Dago rimaneva un mistero cosa facesse esattamente durante il giorno Kika. Fino ad allora la cosa che più gli interessava era che potesse vederla quando voleva, e poi non avevano problemi economici con quello che lui guadagnava.

Ma improvvisamente Kika dovette iniziare a viaggiare. Dago inizio a preoccuparsi, non tanto perché rimaneva senza di lei per qualche giorno, ma perché Kika cadeva in uno stato apatico prima e dopo la partenza. Era intrattabile e lo trascurava. Poi improvvisamente come se nulla fosse successo, tornava la Kika di sempre, dolce e gaia come se nulla fosse successo.

Nessuna indagine di Dago aveva dato frutti interessanti se non risposte evasive quali … stress, stanchezza, troppe responsabilità e cose simili.

Le aveva chiesto anche di sposarlo, ma lei quasi terrorizzata aveva rifiutato gridando tra le lacrime “Non posso ! Non posso ! Non posso ! Non posso ! Accontentati di quanto ti posso offrire o me ne vado!”

E questa era una di quelle notti.

Dago nel silenzio della notte, fissando il soffitto prese una decisione.

Sarebbe andato fino in fondo alla questione. Se dopo due anni lei non gli dava delle risposte chiare le avrebbe cercate da solo. Anche a costo di seguirla, pedinarla, spiarla.