Arrivò sotto casa parcheggiò la macchina, entrò nel palazzo fece le scale come un´ automa. Entrò in casa e sbattè la porta dietro di se. Si diresse verso l´armadio, prese una sedia che si trovava lì vicino, vi salì. Da sopra, l´armadio prese una piccola cassaforte. Scese dalla sedia si sedette sul letto.Prese la chiave che teneva nascosta nel suo portagioie. Doveva andare fino in fondo! Aprì la cassaforte e vide la pistola. La impugnò. La mise nella borsetta. Non pensava a nulla avevano fatto di lei il killer perfetto che volevano. Erano i nervi a sostenerla la consapevolezza che tutto doveva finire.
Aveva fatto recapitare un messaggio a Massimiliano, il messaggio diceva che lei lo avrebbe incontrato in albergo. Lo stesso albergo dove lui le aveva chiesto di sposarlo con un vile e sporco ricatto! Era tardi doveva sbrigarsi.
Mezz´ora dopo arrivò in albergo. Prese l´ascensore. Vide gli scagnozzi di Massimiliano vicino alla porta. Gli occhi di Kika erano freddi, di ghiaccio.
“Fatemi passare Massimiliano mi aspetta.” I due uomini si guardarono.
“Bene il capo la stava aspettando” disse uno dei due, l´altro le aprì la porta.
Kika entrò nella camera, lo vide. Stava seduto comodamente sul divano.
“Bene bene guarda chi si vede, la mia futura mogliettina.” detto questo si alzò, le andò incontro. Kika prese la pistola dalla borsa gliela puntò contro.
“Tua moglie?? Mai!” Il dito sul grilletto scivolò e ad un tratto sentì un dolore lancinante alla guancia. Massimiliano le aveva dato un pugno ed era riuscito ad impossessarsi della pistola. Kika cadde a terra. Le sembrò di essere risucchiata da un vortice nero e svenne.
Dago era furibondo Kika non rispondeva al cellulare e nemmeno a casa! “Gianluca, Kika non risponde. Giuro che se le capita qualcosa non me lo perdonerò mai!” Dago pensava a sua moglie il destino non poteva ripetersi cosi squallidamente. Ma una cosa era certo se era vero che Massimilano amava Kika non le avrebbe fatto del male. Ma il male è soggettivo, e così l´amore. Sperava solo che Kika non avesse fatto qualche sciocchezza. E se l´avessero rapita?? Doveva muoversi.
“Vieni Gianluca.” si diresse verso la porta con il suo amico fidato ma fu ostacolato dagli uomini di Andrea.
“Non hai capito Dago. Mi dispiace per la tua ragazza, lo sai mi sei amico ma noi abbiamo bisogno di un´esca per agire e la tua donna ci farà comodo in questa operazione. Noi, vedi, crediamo che sia meglio che lei venga … come dire … prelevata dall´organizzazione di Guadalaxara.” Gli disse Andrea fumando il suo sigaro.
“Cosa?? volete metterla in pericolo??” chiese Dago con occhi lampeggianti.
“Vedi mio caro amico lei è l´unica che può avvicinare Massimiliano e …” fu interrotto da Dago
“No la ucciderà!” ormai Dago era livido cercò di liberarsi ma lo tenevano saldamente per le braccia.
“No Dago Massimiliano ama la tua Kika e se ci fossero delle complicazioni sai come si dice meglio uno che tanti.”
Andrea sapeva cosa stesse passando Dago ma quella donna era il suo passaporto per una promettente carriera e poi non ci sono regole in quel mondo fatto di intrighi e di menzogne. Si quella donna sarebbe stata un´ottima esca.
Kika si risvegliò sentiva qualcuno accarezzarle il viso.
“Dago …” mormorò con voce fioca.
“No. Ma lo scorderai. Sarai mia corpo e anima, con il tempo mi amerai e se non dovesse succedere non me ne importerebbe nulla perché saresti mia lo stesso.” detto questo si avvicinò al suo viso e la baciò.
Kika non poté muoversi era legata al capo del letto. Cercò di schivare quel bacio ma Massimiliano le tenne il viso fermo.
La mano dell´uomo si fece più audace si insinuò sotto la camicetta e si posò sul reggiseno e le disse sussurrandole sulle labbra “Vedi vuoi o non vuoi non importa dipende tutto da me. Mi spiace per il pugno – fece una pausa – sai cosa c´è? Dobbiamo allontanarci da qui. Penso che sia arrivato il momento di fare un bel viaggio, magari di nozze. E la destinazione sarà Cuba”.
“Capo è stata presa” uno degli uomini di Andrea entrò nella camera.
Dago guardò Gianluca e vide il viso dell´amico farsi bianco.
“Bene finalmente possiamo colpire il punto debole di Massimiliano Guadalaxara!” disse soddisfatto Andrea.
“Colpire?? Che vuoi dire Andrea? – Dago arrivò alla conclusione- No non può essere, sei pazzo non te lo permetterò!” Urlò Dago.