DAGO HERON

Passioni contrastanti – capitolo 14

Nello stesso istante che si chiudeva la porta della camera, si apri un´altra porta e nella stanza entro Marcus. Joanna sia alzo radiosa e baciò con passione l´uomo che era entrato.
“Come avevamo previsto Marcus, Kika è un giocattolo fin troppo semplice da muovere. A volte penso che sia cosi stupida che non sia nemmeno mia figlia.”
Marcus Guardo Joanna, la pelle abbronzata dal sole di Cuba, rendeva quel corpo ancora più attraente. Senza nemmeno una parola comincio a spogliarla, e, quando fu completamente nuda si slaccio i pantaloni mostrandole il suo pene turgido. Lei sapeva esattamente cosa fare. Lui sapeva che lei non avrebbe resistito.

Il tempo dei convenevoli era finito. Dago era preoccupato, arrabbiato, anche se sapeva che prima o poi quel momento sarebbe arrivato. La chiave. Quella maledetta chiave. La sua assicurazione e la sua maledizione. Gli era servita per salvarsi dall´associazione, e per obbligare il suo governo a lasciarlo libero, e ad offrirgli una nuova possibilità di vita. Ma sapeva che prima o poi sarebbe terminata questa pace. Non era mai andato a vedere cosa conteneva quella cassetta. Ma sicuramente qualcosa di sconvolgente. Solo lui aveva la chiave. Solo lui sapeva dove era.
Con poche domande aveva messo alle strette i capoccioni che erano venuti da lui. Vecchi amici, una volta. Oggi erano il Capo e il Vice.
Velocemente gli confessarono che dopo quanto successo a lui e a sua moglie, era partita una missione in grande stile alla caccia di Marcus e la sua organizzazione. Ma Marcus era una persona molto intelligente ed era sparito. Stranamente si erano verificate una serie di morte accidentali in quel periodo e si presumeva che fosse stato Marcus che eliminava gli anelli deboli della sua catena. Ma sicuramente non aveva annullato tutta la sua ragnatela di potere. Si sospettava dirigesse tutto da Cuba. Ma era impossibile sapere qualcosa di più. Le ultime speranze di eliminare lui e la sua organizzazione stava nel passaggio di potere tra lui e il figlio Massimiliano. Troppo arrogante, presuntuoso e vendicativo per gestire una simile organizzazione. Soprattutto troppo innamorato di una persona. “E come ben sai Dago, l´amore può portarti a commettere dei gravissimi errori in situazioni come queste!”
“Si questo lo so. Lo so benissimo. L´ho pagato sulla mia pelle. Quindi ci basterebbe individuare questa persona per iniziare ad avere un´arma importante nei loro confronti.”
Franco rise. Gianluca e Dago lo guardarono con uno sguardo sbalordito. Per loro c´era poco da ridere.
“Kika” disse Andrea, il capo, “Kika è la donna di cui Massimiliano Guadalaxara è innamorato! La tua Kika!”
Dago si alzo. Incomincio a camminare per la Stanza. Tutti erano in silenzio. Sapevano che era un momento delicato. Sicuramente per lui non era un momento facile. E quello era il suo modo di prendere le decisioni. Si avvicinò all´armadio dove Gianluca teneva le bottiglie. Prese un rum invecchiato di 15 anni. Se ne versò un´abbondante razione prima di metterlo a disposizione di tutti.
“Adesso voglio sapere tutto. Tutto nei minimi dettagli. E non venitemi a raccontare che non mi avete tenuto d´occhio in questi 5 anni.”
Prese la parola Andrea. Con la sua voce calma di chi ha il potere e il controllo di tutto lo aggiorno su gli ultimi 5 anni.
Di tanto in tanto provava a chiamare Kika, sempre più preoccupato che gli potesse accadere qualcosa di irreparabile. Perché lui la amava, e aveva bisogno di guardarla negli occhi per capire se anche lei lo amava. Aveva bisogno di lei. Aveva bisogno di stare tra le sue braccia. Aveva bisogno dei suoi baci. Aveva bisogno di lei per decidere cosa fare. Questa volta non avrebbe fatto tutto di testa sua.