DAGO HERON

Passioni contrastanti – capitolo 13

“Mamma, sei davvero tu?!” Le lacrime scesero sul volto di Kika come pioggia.
“Non voltarti” disse la voce di donna, quell´accento inglese che la distingueva non poteva che essere sua madre.
Joanna era nata e cresciuta in Inghilterra ma per amore si trasferì in Italia. Marcus le disse che sua madre lavorava per il Governo inglese e che quest´ultimo aveva voluto il matrimonio fra i due proprio per poter entrare in Italia senza destare sospetti.
Kika cercò di voltarsi…”Ti ho detto di non voltarti Ki!”
Si!!! Era proprio sua madre, solo lei la chiamava con quel sopranome, infatti quando lei era piccola non riusciva mai a dire Kika cosi abbreviava con Ki e con l´andare del tempo per la madre lei era rimasta “KI”.
“Mamma ti prego, ho bisogno di vederti.” disse sommessamente Kika.
“No Ki, resta girata.” disse la madre con tono severo. Era cambiata, la sua voce nascondeva odio disperazione.
“Perche´ mi hai cercata se non vuoi nemmeno farti vedere!” inferocita chiese Kika.
“Per parlarti di Marcus e delle carte che lui dice che io ho rubato al governo” disse Joanna”.
“E´ qualcosa più grande di te Ki, comunque quelle carte non le ho rubate io ma Marcus.” disse tutto di un botto la donna.
“Mamma …” cercò di interrompere Kika.
“Fammi finire Ki la storia è lunga e c´è di mezzo anche il tuo boyfriend.”
“Dago??. Si hai ragione. Massimiliano il figlio di Marcus mi ha dato un ultimatum o lo sposo o lo ucciderà e…”
“Non è questo il motivo, povera Ki non sai niente vero?” la interruppe la madre con una risata sarcastica. “E cosi Massimo si è fatto avanti eh? Non ha aspettato molto. Sai ti voleva già da quando avevi 17 anni, che bastardo! Ti ricordi quel ragazzo con cui uscivi, come si chiamava ?”
“Paolo, mamma si chiamava Paolo, ma questo che c´entra se ne andò perché il padre dovette trasferirsi per lavoro. ”
“Fu Massimiliano, fece avere una promozione al padre, non voleva che la cosa si potesse fare seria con quel ragazzo.”
“Cosa?? Quindi io ero già sotto tiro??” Chiese Kika incredula.
“Si Ki, vedi io e Marcus avevamo combinato un matrimonio tra te e Massimo”
“Cosa??!” Kika non credeva alle sue orecchie. Sua madre l´aveva venduta!
“Ma parliamo ora del tuo boyfriend Marcus vuole lui.”
“Dago ?? E perché? Deve lasciarlo fuori da questa storia!” Kika le urlò.
“Mia dolce bambina il tuo boy ci sta dentro prima di te…”
“Che vuoi dire spiegati!” Kika aveva uno strano presentimento..
“Vedi Dago e´ una spia, da molti anni anche.” Kika cercò una sedia si sedette.
“E´ impossibile, Dago una spia. No. NO! Lui non può essere una spia. Lui e´ il mio Dago.”
“E´ cosi Ki. Lavorava insieme a Vittorio quello che tu ora chiami Gianluca. Erano i più bravi del settore tanto bravi da essere una minaccia.” le disse la madre con tono calmo come se stesse parlando di cose di tutti i giorni.
“Luca anche Luca è una spia? Sono circondata. Siamo circondati.” Kika iniziò a pensare se l´incontro con Dago fu una casualità e se lui le chiese di andare a vivere con lui, perché lei lo amava davvero. Dio era tutto falso lui, lei, loro. Si sentiva quasi svenire…
“Il tuo boy deve pareggiare i conti con l´organizzazione. Lo vogliono morto. Vedi mettendosi con te ha sbagliato. Massimiliano lo ucciderà anche perché lui ha una chiave. Quando gli uccisero la moglie ….” la madre fu interrotta.
“Moglie? Dago sposato ?? – Kika non ci credeva – Mi stai raccontando un mucchio di menzogne!! Se fosse stato sposato me lo avrebbe detto!”
“Fammi finire Ki.” le disse la madre con tono che non ammetteva repliche.
Ki si ammutolì. Perché no, dopotutto se era stato una spia e glielo aveva taciuto perché non nasconderle anche che era stato sposato pensò disperata.
“Quando gli uccisero la moglie il governo, lui lavorava con il Governo, si Ki sta dalla parte dei buoni lui! – le puntualizzò sua madre quando vide che Kika aveva alzato la testa di colpo – il governo non lo coprì fu rapito e gli chiesero di quella chiave lui rispose che l´aveva persa, lo torturarono ma non cedette. Un osso duro il tuo Dago. Lo lasciarono andare, serviva più da vivo che da morto. In questi anni però lo hanno tenuto sempre d´occhio e ultimamente hanno scoperto che lui è ancora in possesso di quella chiave. Vedi quella chiave apre una cassetta di sicurezza ,in quella cassetta ci sono le prove che Marcus e Massimo hanno rubato loro quelle famose carte.”
“Ma perché non denunciarli subito al Governo. Se Dago aveva la chiave perché non far sapere tutto alle autorità competenti? – chiese Kika prontamente – La tua storia non sta in piedi Mamma!” le disse con disprezzo Kika..
“Vedi Ki, il tuo Dago ha dei parenti, lo minacciarono. Dago capì che era gente pronta a tutto. Infatti già gli avevano ucciso la moglie, cosi se ne andò e apri la XXX, pensando di aver chiuso con il passato, ma il passato non muore mai Ki ce lo portiamo dietro, non scompare mai , comunque il destino per Dago era segnato nel momento in cui ti ha conosciuto. Max aveva deciso di ucciderlo solo per il fatto che vivevate insieme.”
“E´ tutto cosi assurdo. Odio te mamma. Odio il Governo. Odio l´organizzazione. Mi avete usata, distrutta. Odio tutti e tutto!! Vi odio!!! Basta nessuno più mi userà cosi! Puoi starne certa! Me la pagheranno. Marcus, Massimiliano si me la pagheranno cara! – Kika si alzò, i pugni chiusi, i capelli che le coprivano il viso, le unghie le martoriavano i palmi – Me la pagheranno volevano una spia??! Beh l´ avranno!!! In quanto a te non voglio più vederti. Sei stata la nostra rovina! Tu hai portato da noi il marcio. Papà ti amava e tu lo hai solo usato per i tuoi sporchi piani ! Non ho mai capito chi sei realmente fino ad oggi ti sei fatta passare per morta! MORTA! Ma ora basta ucciderò l´organizzazione alla radice!” disse urlando Kika con Il viso in fiamme e gli occhi lampeggianti detto questo se ne andò sbattendo la porta. L´ultima cosa che sentì fu sua madre che la chiamava.