DAGO HERON

Passioni contrastanti – capitolo 10

A quella frase Kika tento di reagire ma Dago la teneva inchiodata sulla scrivania. Lo sguardo di un folle nel fondo degli occhi. Le mise una mano sotto la gonna e le strappo gli slip. Si slaccio i pantaloni e incomincio a possederla. Kika piangeva in silenzio. Essere maltratta, ritenuta solo un oggetto sessuale, due volte in una giornata era troppo anche per lei. Chiuse gli occhi, ma le lacrime gli sfuggivano e le rigavano il volto.
Improvvisamente senti il corpo di Dago sul suo, fermo, scosso solo da singhiozzi.
“Non posso farti questo. Non sono un mostro come te. Io ti amo!!!”
Kika era sempre più confusa. ´Non può farmi cosa … chi è il mostro ?…´
Dago si lascio cadere in ginocchio ai piedi della scrivania. Singhiozzava e chiedeva “Perché, perché mi hai fatto questo???? Perché mi hai sempre mentito ???”
Kika lo guardava stupida. Ancora non capiva.
“Dago cosa è successo spiegati …”
“Kika è semplice, oggi ti ho seguita, ti ho visto entrare in quell´albergo e impiegarci troppo tempo per uscire, e ogni volta che hai questi appuntamenti particolari sei sempre di umore strano, e ti curi in modo particolare per uscire, avevo paura a restare ad aspettarti fuori dall´albergo, avevo paura che avrei fatto una scenata stupida, perché volevo che quello che stavo pensando non fosse la verità, ma ho chiesto a Gianluca di fare delle ricerche per me, non esiste nessuna Kika Chiaromonte che lavori per il Notaio Trezza sotto qualunque funzione e il sig. Guadalaxara sembra che aspettasse una moglie inesistente. Cosa peneresti se fossi al posto mio ???”
“Dago …. ”
“Kika voglio la verità, costi quello che costi ma voglio la verità, adesso subito.” il tono con cui lo disse non aveva nulla di minaccioso ma a Kika fece paura, la determinazione con cui espresse quelle parole.
Kika si ricompose. Scivolo in ginocchio vicino a Dago accarezzandone il viso, asciugandogli le lacrime.
“Non pensare che sia facile per me … ma è una liberazione dirti tutto. Anche perché adesso inizi ad esserne coinvolto pure tu.”
Kika inizio il suo racconto dall´inizio, la madre, il padre, Marco e le cose che aveva dovuto fare per lui. Si si era dovuta anche prostituire in certe situazioni. Ma era ricattata. La sua famiglia era nelle mani di questi pazzi, ma potenti.
“Adesso è comparso Massimiliano. E´ il figlio di Marco, ma ha il nome della madre. E si è innamorato di me. Mi vuole sposare con la forza. E se non lo faccio … ti ammazza”
“Kika … pensi sia facile credere a tutto questo ?”
“Io ti ho detto la verità. Adesso io ho solo paura. Paura di perderti, perderti perché se non lo sposo lui ti ammazza, perderti perché non mi credi. Comunque vada a finire … ti ho perso … ”
Dago era confuso. Forse era stata la giornata più scioccante della sua vita. Come poteva credere ad una storia cosi assurda. Eppure era talmente assurda che non poteva essere che vera.
“Vuoi del caffè ??? … Vado a prenderne 2 tazze. Torno subito. Non voglio che esci da qui.” Apri la porta e usci dall´ufficio.
Torno dopo 5 minuti, in compagnia di Gianluca, il fido scudiero. Le mise in mano il caffè e le disse.
“Kika io ti credo, forse più perché ti amo che perché è una storia credibile. Adesso vorrei che raccontassi tutto, magari anche più dettagliatamente la cosa anche a Gianluca e poi decideremo cosa fare!”
Kika sorseggio a lungo il caffè, con lo sguardo che si spostava da Dago in ginocchio davanti a lei a Gianluca, in piedi davanti alla porta.
“Penso sia inutile cercare di dissuadervi da quello che vi sta frullando per la testa … quindi mettetevi comodi perché se devo raccontare tutto per filo e per segno la cosa è lunga.” Ed inizio.
Era sera inoltrata quando fini di raccontare tutto, proprio tutto, le missioni, come veniva contattata, i pezzi dell´organizzazione con cui era entrata in contatto e le cose di questa organizzazione che era riuscita a scoprire. Racconto tutto, proprio tutto. Tranne della lettera che le era rimasta nella tasca.
Alla fine il silenzio regno per parecchi minuti. Poi parlo Gianluca.
“Adesso non abbiamo ancora tutte le informazioni per prendere le giuste decisioni. Voglio che voi due usciate da qui, e andiate a mangiare qualcosa in un bel ristorantino e che parliate a lungo di cose che non voglio sentire … io mi metto subito al lavoro .. cercherò tute le informazioni sui nostri amici, e domani mattina ci rivediamo qui e decidiamo cosa fare!”