DAGO HERON

Passioni contrastanti

Kika camminava era stanca, presto i soldati sarebbero arrivati e avrebbero invaso la città, la sua città. Le dolevano i piedi, era accaldata ma non poteva pensare a lei doveva badare a sua madre ormai distrutta dalla fatica di quella marcia forzata.

“Siamo quasi arrivate mamma, ti prego resisti! – le disse Kika – non posso credere che i nordisti presto entreranno in città! Che dio ci aiuti.” Kika offri il braccio alla madre per farla appoggiare, ma la mente era altrove, dovevano nascondersi solo cosi sarebbero sopravvissute. Dopo altre tre ore di cammino arrivarono al rifugio. C´erano tantissime famiglie sudiste un tempo ricchissime ed ora ridotte alla povertà per colpa della guerra. Kika cercò un posto per la madre ed uno per se, faceva caldo e c´era una puzza terribile, Kika quella notte non riuscì a prendere sonno cosi come quelle che vennero dopo. Era un fascio di nervi. Quattro giorni dopo ebbero l´agghiacciante notizia. Il sud si era arreso.

“Cosa? Non possiamo esserci arresi!” chiedeva una signora ad un soldato sudista, giunto al rifugio per comunicare la tremenda notizia.

“Mi dispiace signora il sud si è arreso”

Kika non credeva alle sue orecchie, il sud, arreso!

“Kika!! Kika?? Il sud…” mormorò la madre piangendo.

“Lo so mamma, lo so. Non preoccuparti andrà tutto bene, torneremo a casa. I bombardamenti sono finiti ormai.” Cercava di farsi forza Kika, ma i suoi occhi verdi erano lucidi. Non doveva piangere, doveva infondere coraggio alla madre.

“Chi ha preso la città??” chiese Kika con il volto alto di chi non si arrende.

“Il Colonnello Dago B.” disse il soldato sudista, “Ce´ un´altra cosa si e´ accampato a casa Chiaromonte per farne suo quartiere generale”

“Cosa?? ” chiese Kika “E´ sicuro soldato? Quella è la mia casa!!”