DAGO HERON

Roberta – capitolo 4

Dago di alzò dal letto come uno zombi. Appena in piedi impellente diventò l’esigenza di andare a fare una pisciatina. Sentiva sul suo membro ancora forte l’odore degli umori di Roberta. Già che era in bagno, per cercare di dare nuovi impulsi al suo cervello e al suo fisico si fece una doccia veloce. Si arrotolo alla vita un asciugamano come sua abitudine e si diresse in cucina. Nella caffettiera era avanzata ancora una abbondante dose di caffe, ideale da scaldare nel micro-onde, e mentre aspettava si accese un sigaretta.
Fumava e beveva guardando fuori dalla finestra, cercando di pensare, ma l’unica cosa che passava per il suo cervello erano le immagini e le sensazioni di quella notte.
Bevve l’ultimo sorso, spense la sigaretta e si diresse in camera.
Roberta dormiva ancora, distesa su un fianco, mettendo in mostra le sue splendide curve. Dago adorava in particolare la curva delle sue natiche. Senti un forte desiderio di andare li a mordicchiarle le chiappe o di svegliarla leccandole la figa. Ma sentiva anche che era stanco, e un po’ di buon sonno non gli avrebbe fatto male. D’altronde al suo risveglio lei sarebbe stata ancora lì. Il tempo di sdraiarsi sul letto e già era scivolato tra le braccia di Morfeo.

Roberta non aveva voglia di alzarsi, ma la sua vescica urlava da tanto era piena. Sbuffando, completamente impastata dal sonno si alzo a fatica dal letto. Istintivamente raccolse una camicia di Dago infilandosela e abbottonandola sommariamente. Si sedette sulla tazza praticamente ancora addormentata, il gomito appoggiato su una coscia per permettere al braccio di reggere la testa.
Mentre sentiva la vescica svuotarsi, sentì anche lo stomaco brontolare. Così, dal bagno si trasferì in cucina. Rovisto in qualche armadietto e alla fine iniziò a curiosare nel frigorifero.
Cercava un po’ di frutta o verdura. Scoppiò a ridere quando si imbatté in un enorme cetriolo dalla forma piuttosto fallica. E che fallo. Occhio e croce era lungo almeno 40 centimetri.
Quando il campanello suonò stava ancora ridendo e fantasticando sui possibili utilizzi di quel cetriolo. Istintivamente, senza pensare che non era casa sua, a come era vestita e al cetriolo che aveva in mano andò ad aprire. Solo una volta aperta la porta si rese conto del tutto.
Alla porta cera una donna, di spalle. I lunghi capelli biondi che scendono sulle spalle. Indossa un leggero vestito, gonna e camicetta, che lascia intravedere un corpo formoso e sensuale. Quando sente la porta aprirsi si gira “Sei pronto …” le parole le rimangono in gola vedendo Roberta. I suoi occhi prima sono sorpresi, poi si fanno acuti osservatori, curiosi.
“Scusa … cercavo Dago … avevamo un appuntamento … ma credo che se ne sia dimenticato … e ne capisco il motivo.”
Le due donne ridono. Roberta si sposta facendole cenno di accomodarsi.
“Ciao sono Roberta … scusami, non mi ha detto che aveva impegni per oggi”
“Piacere, io sono Rebecca, e non ti preoccupare, non era nulla di importante”
“E’ di là che dorme … se vuoi te lo vado a chiamare”.
Ora anche Roberta sta osservando attentamente Rebecca. Il seno è leggermente più grosso del suo, e la curva dei fianchi è molto marcata. Un corpo sodo e un atteggiamento di quelli che sprizzano sensualità, se non addirittura sesso da tutti i pori.
“Potremmo andare a svegliarlo assieme …” la proposta viene fatta con un tono suadente e complice.
Roberta sente qualcosa fremere dentro di lei. “Credo che non avrebbe nulla da obbiettare Dago”. Ridono e incamminandosi verso la camera da letto si prendono a braccetto. Ma è solo per un attimo, perché entrambe lasciano scivolare la mano sul culo dell’altra. Appena dentro la camera sono avvinghiate l’una all’altra, un bacio focoso, le lingue che vorticano, le mani che toccano.
Rebecca slaccia in un attimo la camicia di Roberta, le bacia il corpo, fruga nel suo sesso con le dita. Roberta si rende conto di avere ancora stretto in mano il cetriolo, lo lancia sul letto, e inizia a spogliare Rebecca. Il vestito sottile quasi si strappa sotto la furia di Roberta, ma finalmente anche lei è nuda. Il suo corpo nudo è ancora più interessante, la pelle bianchissima, su cui risaltano due capezzoli rosso fuoco enormi, e un simpatico ciuffetto di peli biondi, rasato in modo che solo una sottile striscia celi le labbra.
Cadono sul letto, senza curarsi di Dago, e Roberta prende prepotentemente il comando dei giochi.
Le sue mani e la sua bocca si dedicano a quelle fantastiche tette, a quei due enormi capezzoli, che subito reagiscono inturgidendosi, e più si induriscono, più Roberta si accanisce, leccando, succhiando, stringendoli tra le dita e mordendoli, mentre Rebecca si è avvinghiata con le gambe ai fianchi di Roberta e le strofina la figa contro la pancia.
Il segnale è chiaro, e Roberta non vede l’ora di dedicare attenzioni a quella figa cosi curata. Scivola sul suo corpo, avendo cura di strofinarsi costantemente tra le gambe di Rebecca. Si ferma con i seni contro la sua figa, strofinandoli contro, guardandoli riempirsi della birra di Rebecca, i suoi capezzoli strusciavano tra le labbra, sul clitoride, stimolando ogni oltre fantasia la loro eccitazione.
Mentre stava per affondare la bocca tra le cosce di Rebecca, urtò contro qualcosa di duro sul letto: il cetriolo. Presa dalla situazione se ne era scordata, ma adesso il suo cervello aveva immagazzinato l’informazione.
Allargò le cosce di Rebecca, iniziando a sfiorare con la lingua la sua figa. Cercava con la punta di raccogliere i suoi umori la sua birra, e stuzzicare esclusivamente il clitoride. Rebecca dal canto suo si stava strizzando i seni, gemendo di piacere.
Roberta lascio scivolare le proprie mani sulle cosce di Rebecca, facendo in modo che capisse chiaramente la direzione che stavano prendendo. Le dita aprirono, spalancarono le labbra, scoprendo completamente il frutto nascosto, in piena erezione e completamente baganto. Non resistette. Iniziò a leccarlo furiosamente, succhiandolo. L’altra gemeva, si contorceva, offrendole tutto il suo sesso, ora era lei che si teneva aperte le gambe per facilitarle il lavoro. Roberta affondo dolcemente la lingua alla ricerca dell’abbondante nettare che la sua amante stava producendo, poi sostituì la lingua con le dita. Sentire le sue dita che affondavano dentro di lei come dentro una calda gelatina le provocò una forte eccitazione, e inizio a colare birra lei stessa. Oramai era in preda a una eccitazione che era peggio di un potente allucinogeno. Dopo avere lavorato accuratamente la figa di Rebecca con due dita, ora iniziava a sondare il terreno, a valutare il piacere della sua compagna utilizzandone tre. Rebecca allargò maggiormente le gambe, quasi a invitarla a osare, mettendo in mostra anche l’ano, che sembrava avezzo a molti piaceri.
Roberta prese coraggio, infilò dentro tutte le dita della mano. La figa di Rebecca non sembrava avere limiti, quasi le risucchio dentro la mano mentre gemeva sempre più forte. Roberta era oramai un lago, e aveva solo un pensiero: fare godere Rebecca.
Allungo la mano verso il cetriolone. Rebecca ci rimase male quando non sentì più la mano di Roberta riempirle il sesso, ma si tranquillizzo vedendo il grosso cetriolo che l’altra le stava strofinando sulla figa. Roberta in ginocchio tra le gambe spalancate dell’altra inizio a spingere dentro il cetriolo, massaggiandole vigorosamente nello stesso momento il clitoride.
Era incantata, ipnotizzata dallo spettacolo di quel cetriolo che scivola dentro quella figa insaziabile. Era talmente grosso che lo sentiva picchiare in fondo alla figa, e dentro di lei sentiva crescere un istinto tipicamente maschile di spingere sempre più forte. Ma poi la sua attenzione fu attirata da qualcos’altro. Sfilo il cetriolo dalla figa di Rebecca e glielo punto nel culo. Mentre spingeva per un attimo temette di farle male, visto anche come stava gemendo, quasi piangendo, ma il culo si allargo accettando, accogliendo il cetriolo.
A quel punto la senti iniziare quasi a farneticare “Dio vengo … non resisto più … esplodo …” Roberta abbandono il cetriolo nel culo di Rebecca gettandosi con la bocca, con la lingua sulla figa spalancata iniziando a leccarla con tutte le sue energie.
Rebecca oramai urlava, facendo versi particolarmente strani, sembrava quasi una gatta in calore, mentre Roberta leccava sempre più velocemente aspettando la sua birra.
Dago si sveglio spaventato da tutto quel trambusto. Si aspettava di tutto, ladri, un tornado o un terremoto. Non certo una coppia di lesbiche assatanate sul suo letto. Lo spettacolo fu scioccante ad un punto tale che esplose un’erezione sotto il suo asciugamano, e mille fantasie si accavallarono nel suo cervello.
Non ebbe bisogno di tempo per riprendersi dal sonno o dallo spavento. Si strappò l’asciugamano di dosso e si butto alle spalle di Roberta, scivolando tra e sotto le sue gambe a leccare tutto quel miele che colava. Sicuramente una colazione molto più abbondante ed energetica di quella fatta prima. Poi non riuscendo a resistere all’impulso si posiziono dietro di lei. Ebbe solo un momento di indecisione perché guardandola cosi alla pecorina veramente non sapeva se scegliere la figa, così allettante, gonfia, bagnata, che sembrava quasi gli facesse l’occhiolino, o il culo, quel buchino cosi palpitante dall’eccitazione era un richiamo terribile, un vero e proprio invito a incularla.
Spinse violentemente il suo cazzo dentro la figa di Roberta, spingendo da subito con tutte le sue forze.
Rebecca fissava, con un po’ di invidia, Dago che stava chiavando Roberta, appoggiò la propria mano sul clitoride sgrillettandosi come più le piaceva, abbandonandosi al piacere della lingua di Roberta. L’orgasmo di Rebecca vu veramente violento, e certo Roberta non si aspettava una cosa del genere. Rebecca schizzo violentemente. La sua birra, calda, investì in pieno il viso di Roberta, mentre Rebecca le teneva ferma la testa e Dago la colpiva violentemente da dietro. Non sapeva più dove era. Non sapeva più cosa era. Sapeva solo quanto piacere stava provando, quanto era belle e che avrebbe voluto non smettesse mai.
Rebecca scivolo via dalle sue attenzioni. Invidiosa che Dago fosse tutto suo glielo tolse da dentro iniziando a spompinarlo. Roberta si girò a guardarla. Era eccitantissimo vederla in ginocchio a succhiare quel cazzo. Rebecca allungo la mano prendendo la mano di Roberta e tirandola vicino a lei, vicino a quel cazzo bisognoso di attenzioni.
L’invito era di quelli irrifiutabili. Prima Rebecca, guido il membro di Dago nella bocca di Roberta, curando che la sua assistita lo ingoiasse tutto. Poi con un solo le due donne si accordarono iniziando a muovere le due bocche e le due lingue in contemporanea lungo l’asta, succhiandolo ora una e ora l’altra.
Dago era perso nel piacere. Sentire le due donne prendersi cura del suo cazzo, vedere quelle due teste alternarsi, vedere le loro lingue incrociarsi, baciarsi.
Per un momento alzo la testa cercando di trovare il giusto controllo del proprio corpo e delle proprie emozioni per non venire subito. Il suo sguardo incrocio il cetriolone abbandonato sul letto. E la sua fantasia si materializzo immediatamente in una idea.
Fermo le due donne, che lo guardarono con un grande interrogativo dipinto sul volto.
“Adesso lasciate che sia io a comandare”.
Prese Rebecca e la mise carponi sul pavimento, e lo stesso trattamento tocco ad Roberta. Le due donne erano nella stessa posizione, culo contro culo. Si scambiarono uno sguardo per vedere se una delle due aveva capito cosa avesse in mente.
Dago fece comparire il cetriolone tra i loro sederi. Le donne iniziarono ad avere un’idea. Infilo un capo del cetriolo nella figa di Rebecca e l’altro nella figa di Roberta.
“Voglio vedere come ve lo dividete adesso!” Lui lo teneva fermo al cetro, mentre le due donne iniziarono a muoversi, facendolo scomparire alternativamente ora dentro una e ora dentro l’altra. Dago preso dall’eccitazione abbandono il cetriolo e inizio a scopare alternativamente le due donne in bocca, correndo ora da una e ora dall’altra come un indemoniato. Ma nessuno dei tre era ancora sazio.
Approfittando del momento in cui Dago era nella bocca di Roberta, Rebecca si sgancio dal cetriolo, iniziando a leccarle la figa. Roberta spinta da questi nuovi impulsi si aggrappò al cazzo di Dago, succhiandolo con rinnovato vigore. Succhiava cosi forte che Dago sentiva più male che piacere, ma a nulla valevano i suoi tentativi di calmarla, tenendola per i capelli. Roberta era talmente scalmanata che era ingestibile.
Lentamente i corpi cambiarono posizione, sembrando quasi una squadra di nuoto sincronizzato che si allenava da mesi.
Stesi su un fianco, avevano formato un cerchio sessuale, dove la bocca di uno si prendeva cura del sesso di un altro.
Roberta era stato impossibile staccarla dall’uccello di Dago. Rebecca era completamente assorbita e dedita alla figa di Roberta. Dago si era appassionato alla figa di Rebecca, dedicandosi anima e corpo, lingua e dita.
Gli orgasmi furono come un fuoco d’artificio sincronizzato, uno catalizzatore dell’altro. Dago esplose in bocca ad Roberta, che tanto si era impegnata a succhiargli fuori la sborra.
Roberta perse in controllo strofinandosi spasmodicamente sulla bocca, sulla lingua di Rebecca.
Rebecca, esagerata come al solito, innondò il viso di Dago, che cerco di bere ogni singola goccia.

Dago si sentiva veramente stremato. Va bene tutto, ma quando è troppo e troppo.
Mentre le due donne restavano distese sul letto perse ancora nell’oblio del piacere lui si alzò dal letto, andando a cercare un po’ di pace e di energia in cucina. Una abbondante colazione era estremamente necessaria a questo punto.

Roberta lentamente scivolò fuori dall’oblio e aprendo gli occhi si trovo faccia a faccia con Rebecca. Le due donne si sorrisero. Il classico sorriso beato post orgasmico. Roberta lascio scivolare languidamente la propria mano sul corpo di Rebecca. Sentì il corpo della donna riempirsi di brividi, mentre il lei ricominciava a prendere forma e forza il desiderio.
“E’ la tua prima esperienza saffica ?” le chiese Rebecca.
“Si … nella realtà si … ma la sogno da tanto tempo …”
Rebecca attiro la testa di Roberta in mezzo ai suoi seni abbondanti. Difficile resistere a quella tentazione. La bocca si schiuse lentamente e la sua lingua inizio a giocare piano con i capezzoli di Rebecca. Sentirli di nuovo inturgidirsi, lievitare sotto le sue attenzioni, sentire il piacere di nuovo crescere in lei e nella sua amante.
“Voglio che provi la cosa più bella del rapporto tra due donne!”
Rebecca scivolo sopra il corpo di Roberta che si lasciò guidare dalla sua “maestra”. Le due donne si ritrovarono in uno splendido 69 saffico ed entrambe iniziarono a leccarsela senza risparmiarsi in fatica, fantasia e dedizione.

Mentre Dago beveva il suo caffè gli venne in mente che potevano averne voglia anche loro. Con la sua tazza in mano tornò verso la camera. Sulla soglia quasi rovesciò il tutto.
Lo spettacolo era dei più scioccanti e inaspettati. Dopo tutto quello che era successo non si aspettava che le due donne avessero ancora la forza e la voglia di andare avanti. Forse l’attrazione e le sensazioni di un rapporto saffico andava oltre la sua comprensione. Di una cosa era certo. Lo attirava e lo eccitava in maniera inaspettata anche a lui.
Si mosso con la massima cautela, avvicinandosi alle due donne. Il culo di Rebecca puntava dritto verso di lui, e vedeva benissimo la lingua di Roberta guizzare sulla sua figa. Impossibile resistere.
In preda a questo raptus irrefrenabile si posiziono dietro puntando il suo cazzo dritto nel culo di Rebecca. La senti irrigidirsi, colta alla sprovvista dal suo repentino intervento, ma lui non le diede ne il tempo ne la possibilità di reagire spingendoglielo dentro con decisione. Anche Roberta fu colta alla sprovvista dalla sua presenza, tanto era rapita dal piacere che stava dando e ricevendo. Dalla sua posizione poté gustare come mai prima aveva potuto un cazzo che penetrava in un culo. Ne aveva potuto percepire il rumore, e attraverso le vibrazioni del corpo di Rebecca anche il piacere. Inizio a giocare con la lingua scivolando alternativamente sulla figa di Rebecca e sulle palle di Dago.
Lui sentiva un vulcano in fermento. Le due donne provocavano e stimolavano emozioni forti ma provate prima, e la sua fantasie stava ulteriormente galoppando, mentre stantufava nel culo di Rebecca.
Rebecca si sentiva completamente travolta dai suoi due amanti e faticava a continuare a leccare la figa di Roberta sotto il colpi possenti di Dago.
Roberta invece fu folgorata da una fantasia. Bagnò per bene le dita nella figa e poi lascio scivolare la mano tra le cosce di Dago. Con il giusto mix di rapidità e delicatezza spinse nuovamente un dito nel culo di Dago. Lui sentendo, intuendo cosa stava combinandole Roberta nel tentativo di sfuggirle, resisterle si spinse in avanti, e quindi dentro il culo di Rebecca, con tutte le sue forze, strappandole un urlo di dolore.
Rebecca non sapeva cosa aveva combinato Roberta, ma intuiva che era colpa sua. Così raccolse il cetriolo e lo spinse nel culo di Roberta.
Praticamente era una gara, una sfida a chi dava più piacere.
Dago era a un livello tale che avrebbe voluto essere ovunque contemporaneamente, in tutte e due le bocche, in tutte e due le fighe, in tutte e due i culi.
Estrasse il suo cazzo oramai dolente dal culo di Rebecca spingendolo nella bocca ad Roberta che era sotto di lui. Ci rimase per poco, perche quella bocca lo faceva talmente impazzire di piacere che aveva paura di venire subito.
“Cambiate posizione, adesso voglio inculare Roberta!”
Le due donne non smisero di leccarsi, stimolarsi per un istante, rotolando su un fianco cambiarono posizione e ora il culo di Roberta svettava in alto. Poteva persino sentire il fremito di piacere che ne pervadeva il corpo, già pregustando quello che doveva accadere.
Dago prima si inginocchio, dedicandosi amorevolmente a leccarle il buchino, lubrificarlo, per prepararla al momento successivo.
Si alzo e si punto bene dietro di lei. La cappella che premeva sull’ano. Le mani aggrappate ai suoi fianchi. Da sotto senti l’incitamento di Rebecca. “Spingiglielo dentro con tutte le forze che hai! Voglio vedere che la sfondi”
Dago era oramai in delirio. Spinse, veramente forte, talmente forte che sentì male all’uccello, ma non riusciva più a fermarsi, spingeva, spingeva spingeva.
Roberta non riuscendo più a leccare Rebecca si impossesso del cetriolo iniziando a muoverlo meglio e più velocemente che poteva dentro la figa di Rebecca, mentre nel culo sentiva quella spada incandescente riempirla in continuazione.
Rebecca fu la prima a cedere, urlando di piacere, mentre cercava si impegnava a far godere anche Roberta.
L’aumento delle attenzioni di Rebecca, e il cazzo di Dago che continuava a sfondarla, fecero godere Roberta subito dopo.
Dago cerco di resistere, ma vederle, sentirle godere cosi fece perdere il controllo anche a lui.
Si sfilò dal culo di Roberta schizzando tutta la sua sborra sul buchino. Il fiotto caldo colava sulla figa di Roberta e da lì Rebecca la leccava, aspettandola avidamente.

Dago si accasciò sul letto stremato. La sola idea di un’altra erezione gli provocava dolore in tutto l’apparato sessuale.
Roberta era persa per mondi sconosciuti, in un limbo di piacere mai provato prima.
Solo Rebecca si alzò dal letto. “Mi spiace lasciare la compagnia, ma devo andare. Visto poi che Dago non è in grado di aiutarmi come promesso, i toccherà trovare qualcun altro.”
Roberta la guardo vestirsi rapidamente.
Rebecca si avvicino al letto. Bacio Roberta con fervore. Un bacio con la lingua lungo e appassionato.
“Spero di avere l’occasione di incontrarti ancora”
Roberta vide per ultimo, prima di ripiombare in un sonno ristoratore, la sua lunga chioma bionda.