[racconto rivisitato 01.2025]
È mattina, una delle tante in cui ormai si svegliano insieme. Dago si è già alzato a preparare la colazione per entrambi, ma il primo caffè per lui rimane un rito solitario.
Sul vassoio è già pronto tutto per Elena – servirla a letto è diventato il loro rituale quotidiano. Lei adora essere viziata e lui si perde nel contemplare quel primo sorriso assonnato, illuminato dagli occhi verdi che lo incantano ogni giorno.
Seduto al tavolo, il cucchiaino che gira distrattamente nella tazzina, Dago ripensa con piacere quasi fisico alla loro notte di passione. È così perso nei suoi pensieri che non percepisce l’arrivo di Elena che, vestita solo con una sua camicia, gli posa le labbra sul collo.
La guarda con piacevole sorpresa: “Già sveglia?”, mentre le cinge la vita, la mano che scivola naturalmente ad accarezzarle il sedere. “Sì, è una bellissima domenica e voglio passarla al mare con te, magari sulla nostra spiaggia…” sussurra lei, attirandolo a sé.
Dago continua ad accarezzarla, seguendo con le dita le curve che tanto adora, la mente divisa tra presente e ricordi recenti. “E poi”, aggiunge Elena, “mi è venuta voglia di te e non ti ho trovato nel letto!” Con un gesto fluido sposta la tazzina e prende posto sul tavolo, le gambe aperte di fronte a lui. “Tu come ti sei svegliato?”, prosegue mentre inizia a slacciare lentamente la camicia.
Il tessuto si apre rivelando la sua pelle nuda. Elena si accarezza i seni pieni, i capezzoli inturgiditi dal desiderio, mentre l’altra mano scende tra le gambe, le dita che iniziano a giocare col clitoride. Dago, la bocca improvvisamente secca, resta immobile a guardarla, percorso da brividi di piacere che si concentrano nei boxer ormai stretti.
Le carezze di Elena si fanno più intense, ipnotiche. Dago, quasi risvegliandosi da un incantesimo, le posa le mani sulle cosce. Le dita premono delicatamente mentre risalgono lungo la pelle morbida.
Lei lo osserva attraverso le ciglia socchiuse, godendosi sia il proprio piacere che l’effetto che sta avendo su di lui. Le mani di Dago scivolano verso l’esterno, accarezzando i glutei, mentre il suo viso si avvicina lentamente a quella mano così intrigante.
La lingua di Dago sfiora delicatamente, ripetutamente le grandi labbra di Elena, facendola aprire, assaporando e annusando i suoi umori, il suo piacere che piano piano cresce e diventa copioso. Lei reagisce d’istinto, allargando maggiormente le cosce e inarcando la testa all’indietro, mentre un gemito di piacere le sfugge dalle labbra – un suono che è insieme godimento e richiesta di avere di più. La mano di Elena afferra la testa di Dago, le dita tra i capelli, poco delicatamente lo spinge contro di lei, contro il suo sesso, allargando ancora di più le gambe, usando l’altra mano per spalancargli il frutto del piacere.
La lingua di Dago, dopo averla percorsa ripetutamente su e giù, concentra i suoi movimenti sul clitoride, leccandola con la punta per poi catturarlo tra le labbra e succhiarlo un attimo prima di ricominciare a leccarla. Con le dita la penetra lentamente, prima muovendole un po’ avanti e indietro, poi cercando i punti più sensibili di Elena ruotandole dentro di lei, esplorandola. Lo stato di torpore è ormai decisamente svanito, il sapore di Elena è meglio di una colazione multivitaminica. Alza gli occhi cercando quelli di lei, che sono chiusi, persa nel piacere, e allora concentra tutta la sua attenzione al movimento delle mani e della sua lingua. Lecca, succhia, accarezza, stuzzica il punto magico, cercando di stimolare il sesso di Elena con tutta l’abilità in suo possesso, guidato dalla libido e dalla fantasia che la situazione gli sta scatenando.
Elena è presto travolta dall’orgasmo, il corpo che si inarca verso l’alto, le dita che stringono con forza i capelli di Dago, mentre gemiti sempre più intensi le sfuggono dalle labbra. I suoi fianchi si muovono con un ritmo incontrollato, seguendo le onde di piacere che la attraversano. Solo quando la sente rilassarsi gradualmente, Dago inizia a tracciare un percorso di baci che sale lungo il suo ventre, accarezzando ogni centimetro della sua pelle sensibile, fino a raggiungere i seni. La libera delicatamente dalla camicia ormai superflua, mentre lei, ancora scossa dal piacere, gli sfila i boxer coi piedi.
Elena si spinge verso il bordo del tavolo e afferra il cazzo del suo uomo, gustando con le mani quanto è duro e teso, dimostrazione di quanto la desidera. Si lecca le labbra mentre continua ad accarezzarlo e guidarlo dentro la sua figa. Lo avvolge con le gambe, con le braccia, lo bacia mentre gli lascia quel tanto che basta di spazio perché inizi a muoversi dentro di lei, lasciando che le sue mani forti esplorino il resto del corpo. Il desiderio e il piacere crescono, sottolineati dai loro gemiti, dal loro respiro sempre più affannoso.
All’improvviso Elena interrompe il bacio e lo fissa con uno sguardo malizioso. Senza dargli il tempo di capire, lo spinge indietro con decisione facendolo sedere sulla sedia. Si muove con la rapidità e la grazia di una gatta, è in ginocchio tra le sue gambe, ammirando il suo cazzo duro. Lo accarezza, se lo passa sul viso, lo bacia, assaporando già il piacere che sta per dargli. Lo lecca lentamente, sostenendo il suo sguardo. Sa quanto lui adori vederla mentre lo prende in bocca, quanto apprezzi quel momento di attesa. Schiude le labbra e inizia ad accoglierlo nella sua bocca, centimetro dopo centimetro, fino a farlo sparire completamente. E a lei piace vedere come cambia il colore dei suoi occhi, le espressioni del suo viso quando con la lingua tocca i punti più piacevoli.
I gemiti di Dago si fanno più intensi mentre Elena lo succhia con passione crescente, sentendolo diventare ancora più duro nella sua bocca. Lo guarda negli occhi mentre si alza, il suo corpo che freme dal desiderio, e gli sussurra sulle labbra: “Sai che impazzisco quando è pieno del mio succo…”, scivolando su di lui e accogliendolo dentro la sua figa bagnata con un gemito di puro piacere. Cavalca il suo cazzo con movimenti sempre più intensi, lasciandosi guidare dal desiderio. Le mani di Dago esplorano il suo corpo, stringono i suoi seni, li accarezzano, li mordono delicatamente facendola gemere più forte. Il piacere cresce, i loro corpi si muovono all’unisono, coperti da un velo di sudore.
Dago non resiste più. La afferra per i fianchi, si alza di scatto e la sbatte contro il muro. La penetra con foga rinnovata, più forte, più a fondo, mentre lei gli avvolge le gambe attorno ai fianchi per sentirlo ancora di più. I loro gemiti si mescolano, i respiri si fanno più corti, più intensi. Sentono l’orgasmo avvicinarsi, inesorabile. Elena gli pianta le unghie nella schiena, Dago affonda il viso nel suo collo, i loro corpi tremano, fino a quando l’orgasmo li travolge insieme in un’esplosione di piacere che li fa urlare all’unisono.
Esausti e appagati scivolano sul pavimento freddo, i loro corpi bollenti, sudati, ancora attraversati da brividi di piacere. Nel silenzio della stanza si sentono solo i loro cuori che battono forte e i respiri che lentamente tornano normali.
È iniziata un’altra giornata, nel modo migliore possibile.
