Si, credo sia tutto a posto, sono pronto.
Ho indossato la mia camicia preferita e mi sono seduto comodo sulla sedia ad aspettarla.
Click.
Ecco sento che sta per arrivare. Chiudo gli occhi un momento per l’emozione. Sento il battito del cuore accelerare. Riapro gli occhi e lei è li. Sento la sua voce che mi saluta.
Il gioco può iniziare.
Lei è sul letto, come al solito. Io so che devo restare seduto sulla mia sedia se voglio continuare a vederla. Oggi indossa un semplice reggiseno nero, in tinta con il ridottissimo tanga, come ogni volta che l’ho vista. Ma oggi ha deciso di indossare per me anche le calze autoreggenti e un paio di tacchi a spillo.
Sento l’emozione crescere in me e non solo l’emozione.
“Lo so cosa vuoi da me” mi sussurra con la sua voce melodiosa.
Lentamente lascia scivolare via il reggiseno scoprendo il suo seno sodo, perfetto, proporzionato alla sua figura. Inizia a giocare con i capelli, con i seni e con i capezzoli. Si diverte a mostrarmi come diventano duri e sensibili. Geme mentre se li tocca.
Le mie mani fremono dalla voglia di toccarla, ma non posso, non posso fare nemmeno quello, posso solo sentirla, guardarla e chiederle cosa voglio. Questi sono i nostri patti. Lei so che mi accontenterà.
Le suggerisco l’olio. “Certo che l’ho portato birichino”. Mi mostra il flacone e inizia a ungersi i seni. Poi le sue mani scivolano sulla pancia e lentamente dentro gli slip.
“Toglili!” è il mio ordine. Lei piano mi ubbidisce e poi mi guarda, cosi almeno mi sembra. “Dimmi come vuoi che mi tocco.” Mi dice con la sua voce diventata leggermente roca. Io sempre più emozionato inizio a raccontarle come mi piacerebbe toccarla. Le sua mani trasformano i miei sogni in realtà. Peccato non potere sentire la sua pelle sotto le mie dita.
Sempre più eccitato seguo i movimenti delle sue dita. Lei mi concede di vedere sempre più da vicino. La vedo giocare con la clitoride e poi scivolare dentro la sua figa che si sta bagnando sempre più. Non contenta lascia scivolare altro olio. Le sue dita ora hanno più spazio, gioca con tre dita, mentre io vorrei urlarle la voglia che ho di giocare con lei, ma non posso fare nemmeno questo.
“Dai dimmi cosa vuoi adesso, io lo so, ma voglio che sia tu a dirmelo”.
Lo sa che adoro il suo culo, e che adoro vederla alla pecorina mentre si masturba ora un buco ora l’altro. Lei si concede. Non mi hai mai detto no per adesso.
Le chiedo di infilarsi piano il dito nell’ano. Voglio gustarmi la scena, immaginare il mio sesso che la riempie.
Ora si sta massaggiando violentemente la clitoride mentre continua a giocare con il dito nel buchino.
Sento un suono. Il solito messaggio odioso. Vorrei poterlo ignorare ma non posso. Vorrei fare in tempo a dirle qualcosa ma non posso.
Ecco lo sapevo. Anche oggi ho bruciato il credito.
Faccio solo in tempo a dirle che anche oggi mi ha fatto impazzire e che spero di potere ricaricare il prima possibile per stare ancora un po’ con lei. Mi guardo in giro. Anche oggi non mi ha visto nessuno. Certo non è una vita facile entrare in una video chat erotica da un ufficio dove la privacy non sanno cosa sia.
Sento caldo. Forse è meglio che aspetto ancora qualche minuto prima di tornare nella stanza con gli altri. Potrebbe essere evidente il mio stato emotivo e destare sospetti.